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San Marcellino, operaio precipita durante uno sgombero: indagate due persone

Proseguono le indagini sulla morte di Abdellah Rahali, 37 anni, il lavoratore straniero caduto nel vuoto lo scorso 12 marzo a San Marcellino, nel Casertano, mentre era impegnato nello svuotamento di un appartamento. La Procura di Napoli Nord ha iscritto due persone nel registro degli indagati: si tratta del titolare dell’impresa di sgomberi e del proprietario dell’immobile. Contestate violazioni delle norme sulla sicurezza sul lavoro.

San Marcellino, operaio precipita durante uno sgombero: indagate due persone

 

I reati ipotizzati sono omicidio colposo e violazioni delle norme sulla sicurezza nei luoghi di lavoro. Dagli accertamenti condotti dai carabinieri della compagnia di Aversa, guidati dal Capitano Fabrizio Bizzaro, è emerso che la vittima lavorava senza contratto, in nero, e senza dispositivi di protezione individuale.

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Rahali sarebbe precipitato da un piano superiore privo di ringhiere, probabilmente da un tetto, compiendo un volo di circa dieci metri conclusosi nel cortile dello stabile, attualmente sotto sequestro. Il 37enne era senza documenti. Non essendo presente in alcuna banca dati, non è stato possibile procedere a un riconoscimento ufficiale. La Procura infatti ha deciso di non convalidare il riconoscimento effettuato dai familiari. Per fare piena luce sull’identità sarà necessario attendere le verifiche del Consolato algerino.

Gli investigatori stanno ora ricostruendo con precisione la dinamica dell’accaduto. Al momento del tragico incidente sarebbe stato presente anche un collega del 37enne. Sulla vicenda è intervenuto il sindacato Usb Lavoro Privato di Caserta, che parla di “omicidio sul lavoro” e annuncia iniziative di protesta contro il fenomeno del lavoro nero e dello sfruttamento nel settore edile. Una ricostruzione, quella avanzata dal sindacato, che ipotizza uno scenario più complesso dopo la caduta dell’operaio, ma che al momento non trova riscontro negli accertamenti degli inquirenti, i quali escludono tentativi di depistaggio o di occultamento del corpo.  Intanto, per mercoledì 18 marzo è stata disposta l’autopsia sul corpo, che potrebbe fornire ulteriori elementi utili all’inchiesta.

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