Un patto tra criminali pugliesi e napoletani per svaligiare i bancomat della Campania. È quanto emerge dalle indagini che hanno portato all’arresto di cinque persone, presunti componenti della banda “della marmotta”, catturati dopo un colpo messo a segno da Agerola. Sono tutti della provincia di Napoli, della provincia di Foggia e di Bari. Di età compresa tra i 22 e i 55 anni. Si tratta di Gennaro Miranda, 55enne residente a San Gennaro Vesuviano, Giuseppe Nappo di San Giuseppe Vesuviano, Michele Russo originario di Cerignola, Giuseppe Spalierno di Modugno e Ivan Caruso di Bari.
Patto tra criminali pugliesi e napoletani: chi sono i cinque della banda del bancomat
Gli indagati sono accusati, a vario titolo, di furto aggravato in concorso. A loro carico anche denunce per ricettazione e per detenzione e deposito illegale di materiale esplodente, custodito senza autorizzazioni e senza le dovute misure di sicurezza. L’attività investigativa ha preso il via nella notte del 4 febbraio scorso, a seguito di due assalti a sportelli bancomat messi a segno con la cosiddetta “tecnica della marmotta” nei territori comunali di Casavatore e Agerola.
Proprio ad Agerola, in viale della Vittoria, i carabinieri della Stazione di Pianillo sono intervenuti dopo due forti esplosioni che avevano colpito un istituto di credito. Le prime ricostruzioni hanno evidenziato che i responsabili, una volta fatto saltare l’ATM, erano riusciti a impossessarsi di una somma di denaro, allontanandosi subito dopo a bordo di un’auto diretta verso Amalfi.
Il mezzo è stato intercettato poco dopo dai militari della Compagnia di Amalfi, dando origine a un pericoloso inseguimento. La fuga è proseguita grazie al lancio di chiodi a tre punte sulla carreggiata, che ha provocato il danneggiamento degli pneumatici dell’auto di servizio, costringendo i carabinieri a interrompere temporaneamente l’azione.

Inseguimento e arresti
Successivamente il veicolo è stato nuovamente localizzato dal Nucleo Radiomobile di Salerno, ma i fuggitivi hanno improvvisamente cambiato direzione, raggiungendo Cetara, dove hanno abbandonato l’auto riuscendo a far perdere le proprie tracce. Dagli accertamenti è emerso che l’autovettura era stata equipaggiata con targhe rubate.
Il punto di svolta è arrivato grazie all’attività congiunta delle Squadre Mobili di Napoli e Caserta, che hanno individuato il nascondiglio del gruppo a San Gennaro Vesuviano. All’interno dell’abitazione, i poliziotti hanno trovato i cinque uomini in possesso di circa 20mila euro in contanti, suddivisi in banconote di vario taglio, ritenuti il provento delle azioni criminose.
Nel corso della perquisizione sono stati inoltre sequestrati dieci ordigni esplosivi, torce frontali, una busta contenente chiodi a tre punte e numerosi strumenti metallici utilizzati per gli assalti ai bancomat, le cosiddette “marmotte”, che avrebbero dato il nome al sodalizio criminale.




