Uccidere il boss Tortora per assicurarsi il controllo del territorio. Questo il patto che avevano stretto due sodalizi criminali, attivi ad Afragola e ad Acerra. Una vicenda che è stata scoperta e ricostruita dai Carabinieri del nucleo investigativo di Castello di Cisterna, i quali nella notte hanno eseguito sei arresti.

Patto tra clan di Afragola e Acerra per uccidere il boss: 6 arresti

Gli indagati sono accusati, a vario titolo, di concorso in omicidio, detenzione illegale di armi e ricettazione, aggravati dal metodo e dalle finalità mafiose.

Tra di loro figurano un 29enne domiciliato a Qualiano e un 34enne di Marano di Napoli. Entrambi sono stati indicati dagli inquirenti come i killer di Pasquale Tortora. Per l’omicidio sono state utilizzate una pistola di grosso calibro, rubata anni prima nel Salernitano, gettata poco dopo l’azione di fuoco sotto un ponte tra Acerra e Pomigliano d’Arco, e un’autovettura sottratta in un paese del Napoletano a dicembre 2019.

Sia l’arma che la vettura sono state ritrovate dai militari nel corso delle indagini e sulle stesse il R.i.s. di Roma ha condotto accertamenti scientifici, risultati poi determinanti per l’identificazione di uno degli indagati. Il 29enne qualianese, il 21 giugno scorso, era stato già arrestato dai militari del Nucleo Investigativo di Castello di Cisterna, perché trovato in possesso di una pistola clandestina, diversa da quella usata per commettere l’omicidio.

L’omicidio di Pasquale Tortora

Le indagini hanno consentito di documentare l’esistenza e l’operatività di due gruppi criminali, uno formatosi ad Afragola e coagulatosi intorno a Cosimo Nicolì, classe 1977, e l’altro guidato da Bruno Avventurato, classe 1975, operante ad Acerra.

I due sodalizi in accordo tra loro avevano ideato e organizzato l’omicidio di Pasquale Tortora, elemento di spicco dell’omonimo clan attivo ad Acerra e Casalnuovo di Napoli, avvenuto nel 2020. Il gruppo Avventurato aveva fornito il necessario supporto logistico ai sicari, mentre Nicolì si era preoccupato di reperire i killer.

L’omicidio fu ideato per vendicare l’uccisione di Giuseppe Avventurato, fratello di Bruno e già capo dell’omonimo clan – di cui si riteneva che il mandante fosse Tortora – e per suggellare un patto tra i due gruppi camorristici finalizzato ad assicurarsi il controllo dei traffici illeciti nel territorio di Acerra.

Coinvolto anche giovane ucciso in una sparatoria ad Acerra

Tra i coinvolti nell’indagine vi era anche Pasquale Di Balsamo, ucciso il 29 aprile scorso in una sparatoria avvenuta ad Acerra tra lo stesso Di Balsamo e un 21enne, anch’egli deceduto in conseguenza del conflitto a fuoco. Le evidenze investigative hanno dimostrato che Di Balsamo si era prodigato in prima persona per fornire “l’appoggio” ai killer di Pasquale Tortora. 

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