Nuovo tentativo di introdurre droga e telefoni cellulari nel carcere di Poggioreale, a Napoli. La Polizia Penitenziaria ha intercettato e abbattuto un drone che, secondo quanto reso noto dall’USPP, trasportava 150 grammi di hashish e un iPhone di ultima generazione. Il velivolo sarebbe stato utilizzato per far arrivare il materiale oltre il perimetro della casa circondariale partenopea, eludendo i tradizionali controlli agli ingressi.
Drone con droga e cellulare nel carcere di Poggioreale
A commentare l’operazione sono Giuseppe Moretti, presidente dell’Unione Sindacati Polizia Penitenziaria, e il segretario regionale Ciro Auricchio. Secondo l’USPP si tratta «dell’ennesimo tentativo di introdurre materiale illecito nella casa circondariale partenopea», sventato grazie all’attività di controllo e vigilanza svolta dagli agenti della Polizia Penitenziaria. Le prime risultanze investigative, secondo quanto riferito, indicano che l’hashish e lo smartphone sequestrati sarebbero stati destinati al commercio illecito all’interno del carcere.
L’USPP: «Guerra tecnologica con la criminalità organizzata»
L’episodio riporta al centro dell’attenzione il fenomeno dell’utilizzo dei droni per introdurre materiale vietato negli istituti penitenziari. Per l’USPP sarebbe ormai in corso una vera e propria «guerra tecnologica con la criminalità organizzata», determinata dal tentativo di superare i sistemi di sicurezza delle carceri attraverso l’impiego di velivoli sempre più sofisticati.
Il sindacato ha espresso apprezzamento per «la professionalità e l’attenzione» dimostrate dal personale della Polizia Penitenziaria di Poggioreale, sottolineandone il ruolo nella tutela della sicurezza dell’istituto, degli operatori e della collettività.
Poggioreale, l’allarme su organici e sistemi anti-drone
Per l’USPP, quanto accaduto dimostra però anche la necessità di rafforzare le misure di sicurezza. Il sindacato chiede il potenziamento dei sistemi di controllo perimetrale, maggiori tecnologie hi-tech e un incremento degli organici della Polizia Penitenziaria per contrastare le nuove modalità utilizzate per introdurre cellulari e sostanze stupefacenti nelle carceri.
Particolarmente delicata, secondo i rappresentanti sindacali, è la situazione di Poggioreale. L’USPP segnala infatti un deficit di organico di circa 200 unità, a fronte della presenza di circa 2.300 detenuti. Nonostante queste difficoltà, sottolineano Moretti e Auricchio, il personale continuerebbe a garantire l’ordine e la sicurezza interna «a costo di grandi sacrifici».







