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Napoli, cuore da trapiantare in un bambino arrivato col ghiaccio “sbagliato”: sei persone indagate

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La Procura di Napoli ha aperto un’inchiesta per colpa medica sul caso del cuore arrivato in condizioni non idonee al trapianto destinato al piccolo Tommaso, bimbo di due anni e tre mesi affetto da una grave patologia cardiaca. Il fascicolo è seguito dalla sezione “Colpe mediche”, coordinata dal procuratore aggiunto Antonio Ricci, e punta a verificare eventuali omissioni o errori nelle procedure sanitarie.

Napoli, cuore da trapiantare arrivato con ghiaccio secco anziché tritato: sei persone indagate

 

L’indagine partenopea si affianca a quelle avviate dalla Procura di Napoli, oltre all’accertamento amministrativo interno all’ospedale Monaldi, per ricostruire quanto accaduto il 23 dicembre, in poche ore decisive. Al centro degli accertamenti il trasferimento del cuore espiantato da un altro bambino, deceduto in seguito a un incidente in piscina: sarebbero almeno sei le persone sotto la lente dei magistrati.

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Secondo quanto emerso, l’organo è giunto a Napoli ormai inutilizzabile a causa di una errata procedura di conservazione. Nella borsa isotermica per il trasporto sarebbe stato inserito ghiaccio secco anziché ghiaccio tritato, compromettendo il mantenimento della temperatura corretta, fissata intorno ai quattro gradi centigradi.

Gli inquirenti stanno ora ricostruendo tempi, spostamenti e ruoli delle équipe coinvolte, inclusa quella partita da Napoli per il prelievo. Resta inoltre da chiarire perché per parte del trasferimento sarebbe stato utilizzato un mezzo su strada e non un’eliambulanza. Nel frattempo, mentre prosegue la gara di solidarietà, resta viva la speranza che per il piccolo Tommaso possa arrivare presto un nuovo cuore.

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