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Movida selvaggia a Napoli, si fa strada l’ipotesi delle fasce orarie di apertura per i locali. È di questo che si è parlato oggi nella puntata di Campania Oggi, andata in onda su Tele Club Italia.

La proposta di Antonio De Iesu, assessore comunale alla sicurezza Antonio De Iesu, già Questore di Napoli, potrebbe arrivare nei prossimi giorni e prevederà la chiusura anticipata dei locali disciplinata da una due fasce orarie, una per i giorni infrasettimanali ed un altra per il fine settimana.

Movida Napoli, ipotesi chiusura all’una nel weekend

“Non è movida, è una gestione della notte in modo disordinato. Il caos è evidente a tutti, c’è tantissimo spaccio di droga e alcol”, ha dichiarato l’avvocato Gennaro Esposito, consigliere comunale di maggioranza a Napoli, intervento nel corso della trasmissione. “Dopo il decennio di De Magistris, occorre adesso regolamentare questo fenomeno così come accade in altre città europee; ci sono delle regole che a Napoli non sono mai state imposte né fatte rispettare”.

Il problema della movida a Napoli è legato anche alla mancanza di forze dell’ordine. “I commercianti dicono che saranno penalizzati dagli orari: se avessimo le risorse e se si rispettassero le regole, non sarebbe necessario imporre queste regole.

In alcuni quartieri, non si rispettano le regole minime di convivenza civile: dobbiamo adottare provvedimenti che rendano più semplice il controllo in assenza di risorse per aumentare numero di forze dell’ordine e controlli – continua il consigliere comunale – Il popolo della cosiddetta movida si regolerà ad avere orari diversi rispetto a quelli di adesso: la proposta che abbiamo fatto è quella di prevedere, come succede nel Nord Europa, il divieto della vendita al dettaglio dalle 20.”

L’opinione dei commercianti: interviene Fabrizio Caliendo

Fabrizio Caliendo, titolare di un noto locale del centro storico di Napoli, è intervenuto in trasmissione per rappresentare le posizioni degli imprenditori. “Sono necessarie pianificazione e gradualità.

Il disagio non si può risolvere con la chiusura dei locali: il problema si argina ma parzialmente perché non ci sono le risorse per monitorare. Napoli non è una città che lasciata all’autogoverno, si governa. Ci vogliono più forze di polizia” afferma Caliendo.

In merito all’idea del Centro Direzionale come luogo della movida: “Tutto questo va fatto con la pianificazione. Non si può pensare che, nell’arco di un anno, si sposti la movida: è una possibilità concreta in un quinquennio.

Non è rispettoso voler chiudere attività di punto in bianco. Bisogna distinguere tra malamovida e movida sana, due lavori completamente diversi. Le attività sane possono essere lasciate aperte: noi non ci troveremo comodi con un’ordinanza che di punto in bianco cambia le regole.

Queste ordinanze sono fatte male con dei tempi che non sussistono; le colpe non sono dei commercianti ma della stessa politica” conclude l’imprenditore.

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