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Ci sono tanti nodi da sciogliere nella morte di Raffaella Maietta, l’insegnante di 55 anni travolta e uccisa da un treno lo scorso 5 maggio alla stazione ferroviaria di Marcianise. Dopo gli appelli dei familiari, che escludono l’ipotesi del suicidio, la Procura della Repubblica di Santa Maria Capua Vetere ha deciso di aprire un’inchiesta e di procedere all’interrogatorio dei medici che curavano la 55enne. Sotto sequestro anche il cellulare.

Marcianise, 55enne investita e uccisa dal treno: sequestrato il cellulare

Le prime indagini della Polfer portavano dritte all’ipotesi del gesto estremo. La magistratura, però, vuole vederci chiaro e ha perso un fascicolo contro ignoti per istigazione al suicidio. Risposte decisive potrebbero arrivare dal telefonino della donna, per capire cosa sia avvenuto di preciso dalle 6 e 30, momento a partire da quale la donna è rimasta sola a casa, e le 8 e 45, quando è avvenuta la tragedia alla stazione. Quali sono state le ultime telefonate e gli ultimi messaggi WhatsApp? Con chi li ha scambiati?

Raffaella soffriva di un disturbo d’ansia ed era in cura da un neurologo. Proprio il medico è stato ascoltato in questi giorni, così da fare luce sulle condizioni mentali della vittima. Il marito della 55enne ha spiegato che la coniuge non ha mai compiuto atti di autolesionismo né tentativi di suicidio. La sua vita, nonostante i problemi, procedeva regolarmente ed era compatibile con il lavoro e gli impegni familiari.

Il giallo dell’amica

Un tassello da incastrare nel puzzle delle indagini è anche il ruolo dell’amica di Raffaella. Come spiega Edizione Caserta, c’è una donna che viaggiava sempre con lei nel tragitto che da Marcianise portava a Roma. Quel giorno, stranamente, non era andata in stazione. Perché non è andata? Le due amiche si sono sentite quel giorno? Sull’inchiesta per ora c’è il massimo silenzio dell’Ufficio di Procura e dei legali della famiglia.

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