Un uomo di 32 anni, residente a Giugliano in Campania, è stato arrestato con l’accusa di aver appiccato un incendio ai locali che ospitano gli uffici del Giudice di Pace di Marano di Napoli. Il provvedimento è stato eseguito dai militari del Comando Provinciale della Guardia di Finanza di Napoli, su ordinanza di custodia cautelare in carcere emessa dal GIP del Tribunale di Napoli Nord.
Marano, incendio agli uffici del Giudice di Pace: arrestato 32enne di Giugliano
I fatti risalgono alla notte del 24 febbraio scorso, quando un incendio si sviluppò all’interno della struttura giudiziaria. Solo il tempestivo intervento dei Vigili del Fuoco evitò conseguenze ben più gravi, che avrebbero potuto avere effetti devastanti sull’edificio.
Sul posto intervennero anche i finanzieri del Gruppo di Giugliano in Campania, già impegnati su quello stabile: l’immobile era infatti stato posto sotto sequestro nel dicembre precedente proprio dalla Procura di Napoli Nord per gravi carenze in materia di sicurezza sul lavoro. Fin dai primi rilievi, gli investigatori individuarono elementi che facevano propendere per la natura dolosa del rogo.

Incastrato dalle telecamere: fermato dopo perquisizione
Le indagini, avviate immediatamente, si sono concentrate sull’analisi dei sistemi di videosorveglianza presenti nei pressi degli uffici. Le immagini hanno permesso di ricostruire quanto accaduto tra l’1:50 e le 2:40: due individui con il volto coperto si sarebbero arrampicati lungo un lato dell’edificio, raggiungendo una finestra al primo piano. Dopo aver infranto il vetro, avrebbero versato all’interno un liquido contenuto in una tanica, appiccando poi le fiamme che si sono rapidamente propagate nella stanza.
Attraverso l’incrocio dei filmati delle telecamere cittadine, i finanzieri sono riusciti a ricostruire anche il percorso seguito dai due sospetti, individuando l’auto utilizzata per la fuga subito dopo l’azione incendiaria. Decisiva si è rivelata la successiva perquisizione domiciliare disposta dalla Procura: nell’abitazione dell’indagato sono stati rinvenuti e sequestrati capi di abbigliamento compatibili con quelli indossati durante l’incendio.
Inoltre, nel portabagagli dell’auto in uso all’uomo, è stata trovata una tanica identica a quella utilizzata per appiccare il fuoco. Il contenitore, pur destinato a contenere additivo per motori diesel, emanava ancora un forte odore di benzina. Le indagini proseguono per identificare il secondo soggetto coinvolto nell’azione.





