Questa settimana si è tornato purtroppo a discutere molto di Covid-19. Una nuova variante ha fatto aumentare i contagi con numeri inimmaginabili. Sta succedendo in Italia ciò che vedevamo in Gran Bretagna un mese fa ma i nostri politici non si sono organizzati per tempo sprecando giorni preziosi a vantarsi di successi che non ci sono mai stati.

L’Omicron si diffonde fino a 10 volte più velocemente delle altre varianti ed il virus più rapido mai esistito al mondo. Ha una letalità almeno cinque volte maggiore dell’influenza sui non vaccinati e quasi il doppio per chi ha ricevuto le dosi che cala ancora con la terza.

Insomma non è un semplice raffreddore perché infettando così velocemente rischia di mandare in tilt il sistema sanitario. Il suo pericolo è proprio la capacità di trasmettersi come flash: chi ha l’influenza riesce a contagiare meno di due persone, con l’Omicron ne contagia altre dieci. Capirete che nonostante sia meno letale delle altre varianti è uno tsunami sanitario.

Visto che girava in molti paesi europei potevamo organizzarci meglio anche noi avendo alcune settimane a disposizione: aumentando le terze dosi, migliorando il sistema di tamponi, iniziando ad aprire i centri vaccinali e Covid center chiusi questa estate.
Purtroppo niente di tutto questo è stato fatto e la conseguenza del crescere dei contagi in Campania è stata chiudere le scuole e sospendere le attività ambulatoriali degli ospedali: facendoli funzionare solo per le urgenze.

Il nostro stato sociale si fonda su due pilastri: sanità e scuola. Spegnerli o farli funzionare in maniera ridotta è un danno che non ci possiamo permettere. A pagarne le conseguenze saranno ancora una volta i più deboli.

I bambini costretti alla DAD e gli uomini e le donne che non potranno pagarsi visite private e dovranno rimandare esami ed accertamenti. Purtroppo non penso sia abbastanza chiaro a tutti la situazione in cui ci troviamo: la didattica a distanza per i bambini non solo crea delle lacune che non saranno più colmate ma impatta sulla loro psicologia creando in molti casi problemi seri.

Non fare più controlli in sanità farà in modo che molte persone non potranno più fare interventi e screening fondamentali per salvargli la vita. Non oggi ma tra qualche anno.
Tutto questo mentre un vaccinato con tre dosi può di fatto fare qualsiasi cosa.

Da un lato la politica si è preoccupata di tutelare giustamente l’economia, però dall’altro in Campania si è scelto di non fare lo stesso con i servizi essenziali di cui abbiamo diritto e che nessuno dovrebbe mai immaginarsi di poter sospendere.

Nella mia Giugliano poi la situazione è ancora più paradossale: file chilometriche da settimane bloccano le vie del centro con gente in attesa ore per un tampone. Nella terza città della Campania c’è solo un centro vaccinale con pochissime postazioni.

Dovevamo diventare migliori con questa pandemia: non solo non è successo ma nessuno pare aver imparato la lezione: chiudere poteva essere una soluzione nella prima o nella seconda ondata. Arrivati alla quarta, la parole d’ordine dovrebbe essere aprire: nuovi ospedali, nuovi centri vaccinali, nuovi punti per i tamponi. Chiudendo siamo tornati come in un assurdo gioco dell’oca al punto di partenza.

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