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Si è trasformata in in incubo la vacanza di una famiglia palermitana a Sharm El-Sheikh. Un bambino di 6 anni, Andrea Mirabile, è morto per un’intossicazione alimentare dopo 36 ore di sofferenze. Il papà, Antonio, è in fin di vita. La mamma, Rosalia Manosperti, sta meglio ma non può rientrare in Italia. Sotto accusa il resort di lusso dove hanno mangiato venerdì scorso, quando sono iniziati i problemi di salute.

Mangia cibo locale, bimbo di 6 anni muore a Sharm El-Sheikh

E’ il primo weekend dei 15 giorni di vacanza per la famiglia Mirabile. Sabato scorso la comparsa dei primi sintomi. All’inizio si pensava a un colpo di calore per le alte temperature registrate sulle spiagge egiziane del resort dove alloggiano, il “Sultan Gardens”. Dopo qualche ora però tutti i componenti, genitori compresi, cominciano ad accusare gli stessi malori. A quel punto si rivolgono al medico di guardia del resort, che dopo una rapida visita etichetta tutto come “intossicazione alimentare”. Decide di trattarla con una flebo di soluzione fisiologica per via della forte disidratazione di padre e figlio. Poi con alcune pillole.

La situazione, però, non migliora. Il piccolo Andrea muore nel giro di 36 ore, mentre papà Antonio peggiora, tanto da essere costretto a un ricovero in terapia intensiva nelle sale dell’ospedale dh Sharm. A distanza di cinque giorni le cause del decesso sono avvolte dal mistero. Sarà l’esame autoptico a fare luce su quanto accaduto nell’organismo del bimbo di sei anni. La madre, infatti, ha spiegato di aver sempre mangiato all’interno dei ristoranti del resort e di aver sempre bevuto acqua in bottiglia, come consigliato da tutti i tour operator che operano in Egitto. Ma alla tragedia si aggiunge la beffa: Rosalia e il marito sono bloccati in Egitto senza poter tornare in Italia. Servono i referti medici e il sistema sanitario egiziano prevede protocolli rigidi per un trasferimento di un paziente in un altro paese. Del caso se ne sta occupando la Farnesina.

Il racconto choc dello zio: “Vomitavano continuamente”

La ricostruzione dell’accaduto è affidata alle parole di Roberto Manosperti, lo zio materno del piccolo Andrea: “Mio nipote aveva sei anni ed è morto in 36 ore. “Vomitavano continuamente. Erano partiti il 26 giugno e dovevano stare in Egitto per due settimane. Avevano programmato quella vacanza da mesi”. “Il bimbo stava malissimo – prosegue -. Mio cognato pensava che avesse ingerito acqua in piscina. Ma non poteva essere solo quello”.

Dopo la visita dalla guardia medica i problemi non si sono risolti: “I miei familiari sono tornati in camera continuando a vomitare, e così anche il sabato mattina. I sintomi non passavano. Così hanno richiamato il medico, che gli ha detto di ripassare nel pomeriggio”. A quel punto la coppia ha chiamato l’ambulanza ed è andata in ospedale. “Mio nipote era gravissimo. Abbiamo saputo che, nonostante un’ora di tentativi di rianimazione, non c’è stato nulla da fare. Mio cognato è giunto invece in ospedale privo di sensi, con sintomi di inizio di blocco renale, con rene ingrossato, e problemi respiratori”.

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