Tre allenatori cambiati in pochi mesi, sette sconfitte consecutive in chiusura del 2025, un punto in trasferta che lasciava ben sperare a inizio anno nuovo e il ko nello scontro diretto che vale l’ultimo posto per i ragazzi di mister Ezio Capuano. Un silenzio assordante da parte del club. È una crisi che probabilmente nessuno riusciva a immaginare a inizio stagione, quella del Giugliano. Un clima di sfiducia, confusione e incertezza che avvolge la squadra gialloblù, proprio mentre si sta realizzando uno dei sogni dei tifosi: la curva Liternum.
Giugliano Calcio, al “De Cristofaro” sconfitte e tensioni. Cosa c’è dietro la crisi?
Da un lato, al “De Cristofaro” si vedono i pilastri e le gradinate della struttura costata oltre un milione e 300mila euro di fondi Pnrr. Dall’altro, lo stadio di Campopannone ieri è stato espugnato ancora una volta dagli avversari: la nona sconfitta su dodici complessive in questo campionato. Le “mura amiche” stanno diventando una condanna per i tigrotti. E proprio lo stadio è stato al centro di diverse tensioni tra la società guidata dalla famiglia Mazzamauro e l’amministrazione comunale.
I rapporti tra le parti per la gestione della struttura non sono mai stati semplici. La precedente giunta comunale si adoperò in fretta e furia per adeguarla alla Serie C, con interventi per molti poco soddisfacenti, a partire dalla scarsa illuminazione del manto erboso. Poi la convenzione finì al centro dei rilievi dell’Anac per la mancanza di una gara pubblica, facendo scattare ricorsi e polemiche. Il sistema attuale prevede un pagamento oneroso per ogni singolo evento, una questione mai “digerita” dalla dirigenza gialloblù per i costi e gli altri problemi di gestione. A questo si aggiunge il tema del sempre minore afflusso di pubblico allo stadio.
Fattori che potrebbero aver inciso, economicamente e moralmente, sulle scelte che hanno portato alla difficile condizione di ultimi in classifica, in un clima di sfiducia e confusione. Resta la paura tra i tifosi giuglianesi: dopo gli storici play-off e i tanti fondi spesi per lo stadio, si vuole davvero restare tra i professionisti? L’interrogativo resta aperto e solo le prossime partite potranno dire se riuscirà a diradarsi la nebbia che ora avvolge la squadra.






