È sfuggito ad un altro agguato il boss di Fuorigrotta, Vitale Troncone. Questa volta i killer avrebbero provato a colpirlo direttamente in casa ed è lui stesso a raccontarlo agli inquirenti. L’episodio risale all’altra notte.

Suonano al citofono, lui si affaccia e gli sparano contro la finestra: questa la ricostruzione fornita alla polizia del raid avvenuto in via Costantino. Un proiettile ha colpito una finestra, altri tre bossoli sono stati recuperati in strada dalla polizia. Ma le pallottole hanno danneggiato anche una Jeep Renegade intestata alla cugina del boss, auto che solitamente viene utilizzata proprio dal 53enne. Il veicolo – come riporta il Corriere del Mezzogiorno – è stato sequestrato e gli agenti hanno acquisito alcuni video estrapolati da impianti di sorveglianza installati nella zona.

Il primo tentato agguato

Torna a crescere dunque la tensione nell’area flegrea di Napoli. Lo stesso Troncone rimase ferito in un agguato in pieno giorno a poche ore dalla Vigilia di Natale, colpito davanti ad una caffetteria di via Caio Duilio. La pista investigativa portava al gruppo Iadonisi. Qualche giorno dopo, a Capodanno, in via Leopardi a Fuorigrotta, nel cuore del rione Lauro, fu assassinato Salvatore Capone, 42 anni. Per gli inquirenti si trattava della risposta all’agguato al boss. Poi l’omicidio di Andrea Merolla, 30enne nipote proprio di Troncone. La scia di sangue era partita nel marzo 2021, quando in via Leopardi fu assassinato il 78enne Antonio Volpe.

Una faida ad orologeria quindi che continua a spaventare i quartieri di Napoli ovest, ora di nuovo blindati dopo la missione di morte fallita a casa del capoclan.

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