funerali pasquale apicella

A Secondigliano sono in corso i funerali dell’agente di polizia Pasquale Apicella, morto durante un inseguimento a seguito di un furto. Pasquale, conosciuto da tutti come Lino, viveva a Marano, Questa mattina per le esequie sono giunti a Secondigliano anche il ministro dell’Interno Luciana Lamorgese, il capo della polizia Franco Gabrielli, il presidente della Campania De Luca, il sindaco di Napoli de Magistris, il questore di Napoli. Nella chiesa evangelica sono state lette diverse lettere dedicate a Lino, alla moglie Giuliana e ai genitori.

Funerali Pasquale Apicella

L’amico e collega agente Marco Carato ha dedicato queste parole a Lino: “Sono stato con lui in molti momento della sua vita eravamo e siamo e saremo più di due fratelli. parte del mio cuore che è stato portato via. condiviso gioie, dolori ma soprattutto una divisa. Facevamo tutto insieme. Lino era un uomo con un cuore grandissimo racchiuso da un involucro duro, roccioso. Era un’anima buona, gentile, sempre al servizio del prossimo. lino due cose amava più della sua vita: la famiglia e il suo lavoro da poliziotto. Si è dedicato con devozione, onore e responsabilità.

Per questo gli dico grazie. Grazie di tutto, di esserci sempre stato, di aver resto le nostre vite più felici con il tuo sorriso contagioso. Un ringraziamento particolare va a te e alla tua famiglia da parte della polizia per la dedizione e i sacrifici svolti. Continua a starci vicino anche da lassù, veglia su di noi. Ci mancherai tantissimo, il tuo ricordo restare vivo. La vita può allontanarci ma l’amore per e per la divisa continuerà sempre. Ciao Fratello mio”.

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Don Ciro Russo, parroco di Marano si è rivolto a Giuliana, la moglie. “Giuliana mi ha chiesto di dire qualcosa in questo momento. Conosco Giuliana da bambina. Un giorno si presenta per farmi conoscere il suo bambino e Lino, la persona che lei amava. I nostri incontri erano pieni di umanità. Noi oggi raccogliamo una parola che è quella di prenderci cura di Giuliana, dei suoi bambini. Curare è amare e amare non è solo ciò che proviamo ma l’amore è ciò che viene donato. Questo momento chiedo a tutti voi di unirci e riuscire a esprimere sempre un grande senso di umanità per la vita. Questo dolore resterà nel cuore di tanti di noi e auguriamoci che questo dolore non alimenti rabbia ma il desiderio di vivere una vita migliore. La sua vita era una vocazione, verso Giuliana, la divisa, la famiglia, la Patria”.

Le parole del questore di Napoli

Il questore di Napoli Alessandro Giuliano ha anche lui letto una lettera alla famiglia. “Nulla e nessuno potrà compensarvi di ciò che avete perso ma speriamo ci consideriate una seconda famiglia – ha detto -. Non ho avuto purtroppo occasione di conoscere Lino ma ho ascoltato chi lo conosceva. Ho saputo quanto fosse disponibile, quanto tenesse a fare il poliziotto. “Chi parla e cammina a testa alta muore una volta sola”. Questa frase Lino l’aveva scritta sulla pelle”.

Poi rivolgendosi ai genitori ha detto: “Cari Nunzia e Gennaro seppellire un figlio è una cosa contro natura ma se voglio figlio è avvolto nel tricolore è anche perché voi due avete fatto un buon lavoro. Se lui amava tanto questo nostro lavoro è grazie ai valori che gli avete trasmesso. Cara Giuliana non c’è parola che possa consolarti in questo momento e dovrai spiegare ai figli perchè hanno subito questa ingiustizia ma raccontati che il loro papà era felice perchè aveva un lavoro che amava e desiderava il loro papà sognava di contribuire a rendere il mondo un po’ migliore dì loro che sono figli di un eroe. Caro Lino non ti dimenticheremo e non lasceremo sola la tua famiglia”.

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