Prolungata la chiusura della scuola “Di Giacomo-Santa Chiara” al 30 ottobre. E’ la decisione adottata dal sindaco di Qualiano, Raffaele De Leonardis, dopo diverse positività riscontrate tra gli alunni e gli insegnanti dell’istituto scolastico.

Focolaio in una scuola a Qualiano, prolungata la chiusura dell’istituto: la decisione del sindaco

Le lezioni proseguiranno quindi da remoto, almeno fino al prossimo sabato. E, se non dovessero esserci eventuali nuove disposizioni, si ritornerà in classe dopo la festa Ognissanti e il giorno dei morti.
“La sospensione della didattica in presenza viene, invece, prolungata fino al 30 ottobre per le classi dell’infanzia e della scuola primaria. Solo le medie rientreranno in classe lunedì 25 ottobre”, fa sapere il primo cittadino in un post.
“La decisione è presa a tutela di bambini e familiari  – prosegue de Leonardis – e in attesa di ulteriori accertamenti per verificare altre eventuali positività che potrebbero sopraggiungere nei prossimi giorni”. Finora i positivi riscontrati sono 25, di cui 5 sono docenti. La maggior parte dei bambini sta bene e risulta asintomatico.

Come da prassi, l’Asl Napoli 2 Nord ha effettuato il contact tracing per risalire alle persone con cui i contagiati sono entrati in contatto e avviato tamponi a tappeto a tutti gli alunni e gli insegnanti della scuola.

De Luca: “Focolaio a scuola, c’è da preoccuparsi”

Sulla vicenda è intervenuto ieri, 22 ottobre, il Presidente della Regione Campania, il quale aveva annunciato che “il 60% dei positivi ha contatti con persone non vaccinate, questo dato deve cominciare a preoccuparci”.

“Noi abbiamo avuto grande rigore – aveva sottolineato nel corso della diretta social -. Abbiamo cercato di spegnere tutti i focolai, messo in campo una campagna capillare per la vaccinazione e con questo sforzo abbiamo riaperto a metà settembre tutte le scuole, ma se rimangono centinaia di persone non vaccinate, genitori che non si vaccinano e contagiano i bambini che contagiano i compagni di scuola, vediamo crescere il contagio e da qui a uno o due mesi rischiamo dover richiudere le scuole”.

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