Ancora un bancomat sradicato e portato via. Questa notte, intorno alle ore 3, un gruppo di malviventi, ha assaltato la Deutsche Bank a Casoria, in via Marconi, ed ha portato via la cassa automatica contente il denaro contante.

I ladri, prima del colpo, hanno distrutto la cabina dell’impianto elettrico, hanno staccato le telecamere che controllano il perimetro esterno dei locali e con l’ausilio di un mezzo pesante hanno compiuto il colpo.

Il modus operandi sembrerebbe lo stesso lo stesso di quanto avvenuto nella giornata di ieri a Volla. Anche qui i ladri hanno portato via il bancomat di un’istituto di credito che si trova in via Rossi. Il colpo è avvenuto alle 4 di notte, con un boato enorme che ha spaventato tutti i residenti. Il muro esterno della banca è stato infatti buttato giù con una pala meccanica.

I rapinatori hanno architettato un piano complesso, utilizzando molti mezzi pesanti. Diversi camion sono stati piazzati di traverso sulle strade di accesso alla banca, in diversi punti della città, per rallentare l’intervento delle forze dell’ordine e per guadagnare tempo per poter portare via la cassaforte. Sul posto- in questo caso –  sono arrivati i carabinieri della compagnia di Torre del Greco che non sono riusciti a fermare i criminali ma hanno acquisito le immagini delle numerose telecamere di videosorveglianza presenti nella banca e in zona.

Dell’assalto alla Deutsche Bank di stanotte si stanno invece occupando i carabinieri della caserma di Casoria. Gli stessi che hanno in carico anche le indagini su un tentativo di furto avvenuto a poche centinaia di metri dalla banca ai danni dell’ottica “Di Criscienzo” di via principe di Piemonte. Anche in questo caso i banditi sono entrati in azione in piena notte, ma sono stati costretti a scappare allo scattare dell’allarme di sicurezza. A denunciare il tentato colpo ai carabinieri e via social lo stesso titolare dell’ottica che ha pubblicato due frame dei video delle telecamere videosorveglianza nel gruppo fb cittadino scatenando diversi messaggi di solidarietà e indignazione.

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