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Roma. La decisione è storica, Papa Francesco ha abolito il segreto pontificio per i casi di abuso sessuale sui minori. Bergoglio lo ha stabilito emanando l’Istruzione “Sulla riservatezza delle cause”, diffusa nel giorno dell’83esimo compleanno del Santo Padre.

Papa Francesco abolisce il segreto sugli abusi

La svolta segue quella decisa con il Motu Proprio Vos estis lux mundi, “Voi siete la luce del mondo”, firmato da Papa Francesco il 7 maggio contro i crimini pedofili e gli abusi sessuali.

Nel Rescriptum si stabilisce che “l’acquisizione o la detenzione o la divulgazione, a fine di libidine, di immagini pornografiche” sussiste fino a quando i soggetti ripresi nelle immagini hanno 18 anni. E non solo 14 com’era finora.

Resta il segreto d’ufficio

Resta invece il segreto d’ufficio diretto a tutelare la buona fama, l’immagine e la sfera privata di tutte le persone coinvolte. Nel testo si legge che “a chi effettua la segnalazione, alla persona che afferma di essere stata offesa e ai testimoni non può essere imposto alcun vincolo di silenzio riguardo ai fatti di causa“.

La vittima può conoscere la sentenza

“Finora la vittima non aveva l’opportunità di conoscere la sentenza che faceva seguito alla sua denuncia, perché c’era il segreto pontificio. Anche altre comunicazioni venivano ostacolate”, spiega l’arcivescovo Charles Scicluna a Radio Vaticana e a Vatican News. “Il segreto pontificio è un segreto di altissimo livello nel sistema di confidenzialità nel Diritto canonico”, conclude.

I magistrati potranno avere accesso agli atti dei processi

Il provvedimento riguarda “sia le procedure che si svolgono in sede locale, sia quelle che hanno luogo a Roma, presso la Congregazione per la Dottrina della Fede”. L’Istruzione del Papa stabilisce, infine, che “il segreto d’ufficio non osta all’adempimento degli obblighi stabiliti in ogni luogo alle leggi statali, compresi gli eventuali obblighi di segnalazione, nonché all’esecuzione delle richieste esecutive delle autorità giudiziarie civili”. Significa, dunque, che i magistrati civili degli altri Paesi potranno finalmente avere accesso agli atti dei processi canonici. Resta fermo, invece, il segreto della confessione.

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