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Clochard ucciso a Caserta. Vescovo Lagnese: “Indignamoci. Chiesto tavolo con istituzioni”

Guido Roviello viveva ai margini, ma la sua morte non può restare ai margini della coscienza della città. Il brutale pestaggio in piazza Sant’Anna, costato la vita al 62enne senza fissa dimora, ha scosso profondamente Caserta. Ora monsignor Pietro Lagnese, arcivescovo di Capua e vescovo di Caserta, chiede che dall’indignazione si passi ai fatti: più sicurezza, una rete tra istituzioni e un impegno concreto contro “l’indifferenza e la cultura dello scarto”.

“Dobbiamo metterci tutti insieme, provando davvero a fare rete e soprattutto sentendo indignazione per certe situazioni come quella che ha riguardato l’omicidio di Guido Roviello”, afferma Lagnese. Un primo gesto concreto arriva proprio dalla Chiesa casertana: la Diocesi si è fatta carico dei funerali della vittima, che si terranno questa sera, alle 19, in Cattedrale.

“Dobbiamo lavorare su più livelli. Innanzitutto abbiamo bisogno che le nostre strade, le nostre piazze siano più sicure, dunque più vigilate, più controllate. C’è bisogno di una presenza maggiore delle istituzioni, delle forze di polizia”, sostiene il Vescovo che chiede un tavolo di confronto stabile, capace di coinvolgere istituzioni, forze dell’ordine e realtà del territorio. E nelle parole dell’arcivescovo c’è spazio anche per l’uomo accusato dell’omicidio, anche lui senza fissa dimora e oggi in carcere. “Il pensiero va anche a lui. Certo, la giustizia deve fare il suo corso. Speriamo si renda conto di quanto è avvenuto e si apra alla possibilità di un percorso di recupero e di riabilitazione”, conclude il presule.

L’intervista

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