È stato convalidato dal gip il fermo del presunto responsabile della morte di Guido Roviello, il senza fissa dimora aggredito lo scorso 19 agosto in piazza Sant’Anna, a Caserta. Il giudice ha disposto nei confronti dell’indagato la custodia cautelare in carcere. L’ipotesi di reato è omicidio aggravato dai futili motivi.
Caserta, clochard ucciso per un debito di 50 euro: convalidato il fermo di un cittadino ucraino
Secondo quanto ricostruito dalla Procura di Santa Maria Capua Vetere, alla base del brutale pestaggio ci sarebbe stato un debito di appena 50 euro. Roviello, 62 anni secondo quanto riportato nel comunicato della Procura, sarebbe stato colpito violentemente al termine di un alterco per questioni economiche. Soccorso e trasportato all’ospedale Sant’Anna e San Sebastiano, è successivamente morto per le conseguenze delle ferite riportate.
Le indagini della Guardia di Finanza di Caserta, coordinate dalla Procura, sono partite immediatamente. Determinanti sarebbero state le testimonianze delle persone presenti e le immagini dei sistemi di videosorveglianza della zona. Gli accertamenti hanno portato all’individuazione di un quarantenne rumeno, anch’egli senza fissa dimora. Nel corso dell’interrogatorio davanti al pubblico ministero, secondo la Procura, l’uomo avrebbe sostanzialmente ammesso i fatti. Il fermo è stato quindi convalidato dal giudice, che ha disposto la permanenza dell’indagato in carcere.

Per chi lo conosceva, Guido era un uomo che, dopo aver lavorato come cameriere, aveva attraversato una vita difficile. Negli ultimi tempi viveva a Maddaloni e frequentava la mensa della chiesa di Nostra Signora di Lourdes. Sul caso è intervenuto anche il deputato di Alleanza Verdi e Sinistra Francesco Emilio Borrelli, che sui social ha definito le immagini dell’aggressione “sconvolgenti”, denunciando la ferocia della violenza e quella che, a suo giudizio, sarebbe stata l’indifferenza delle persone presenti durante il pestaggio.
Parole di dolore anche da monsignor Pietro Lagnese, arcivescovo di Capua e vescovo di Caserta: “Questa morte deve interrogare tutti”. Il vescovo ha rivolto un appello alla comunità cristiana, alle istituzioni, al volontariato e ai cittadini affinché non ci si abitui alla sofferenza, alla solitudine, alla povertà e all’emarginazione: “Dobbiamo fare ancora di più”.





