Partono oggi i saldi invernali in Campania e, secondo le previsioni, un cittadino su due approfitterà degli sconti, concentrando gli acquisti soprattutto sull’abbigliamento: scarpe, maglioni, giubbini, pantaloni e vestiti. A frenare la spesa complessiva, però, è ancora una volta la riduzione del potere d’acquisto delle famiglie, messo a dura prova dall’inflazione degli ultimi anni.
Spesa in calo rispetto allo scorso anno
Secondo Federconsumatori Campania, il periodo dei saldi invernali sarà caratterizzato da una nuova contrazione dei consumi. «Il budget di spesa previsto è di circa il 30% in meno rispetto allo scorso anno», afferma il presidente Giovanni Berritto, sottolineando come il trend negativo difficilmente cambierà senza un adeguamento degli stipendi reali al costo della vita.
Ritorno ai negozi fisici
Si registra, tuttavia, un’inversione di tendenza nelle modalità di acquisto. Sempre più consumatori scelgono i negozi fisici rispetto all’online. «Una buona notizia per il commercio di prossimità – spiega Berritto – ma dettata dalla necessità di valutare con attenzione ogni spesa».
Le stime di Confesercenti Campania
Per Confesercenti Campania, i saldi rappresentano comunque «una boccata d’ossigeno per le attività commerciali». Il giro d’affari stimato è di circa 660 milioni di euro, con una spesa media di 200 euro a persona, in calo di 10-15 euro rispetto allo scorso anno.
Un ruolo chiave sarà giocato dai turisti, che spenderanno mediamente 100 euro ciascuno, contribuendo per circa 250 milioni di euro al fatturato complessivo. Napoli e la sua provincia faranno da traino, con circa il 60% degli incassi regionali.
Il nodo dei pre-saldi e dell’online
Il presidente di Confesercenti Campania, Vincenzo Schiavo, evidenzia però il problema dei pre-saldi non regolamentati: «Il 18% dei consumatori ha già speso circa 90 milioni di euro, riducendo l’impatto dei saldi ufficiali».
Sul fronte digitale, il 59% dei campani intende acquistare online, dirottando circa 223 milioni di euro sul web. «La concorrenza delle piattaforme è spietata – conclude Schiavo – servono regole uguali per tutti, online e negozi di prossimità».







