Non è una novità che per ottenere illegalmente un permesso di soggiorno, basti sborsare una bella quantità di quattrini. In alcuni comuni di Napoli, però, tutto quello che occorre – oltre al denaro, naturalmente –  è un coniuge ed una fede nuziale.

Nella giornata di ieri la Corte di Appello di Napoli ha condannato 5 persone coinvolte nell’inchiesta sui 20 matrimoni sospetti tra italiani e stranieri finiti nel mirino della Procura della Repubblica di Napoli Nord. Confermata la condanna in primo grado per Luigi Interrante e Claudio Tenneriello, lievi riduzioni per gli altri tre imputati.

Come rende noto Edizione Caserta, le indagini hanno anche permesso di raccogliere elementi circa l’esistenza di un’ulteriore associazione per delinquere, formata da italiani, dedita al favoreggiamento dell’ingresso e della permanenza in Italia di cittadini stranieri. Sono stati ricostruiti circa 20 matrimoni “fittizi”, celebrati nei Comuni di Giugliano in Campania, di Pozzuoli, di Napoli e di Quarto, contratti tra stranieri e italiani, per consentire agli stranieri, dietro pagamento di somme di denaro, la permanenza regolare nel territorio. L’organizzazione, composta da italiani, consentiva l’ingresso nel Bel Paese a extracomunitari provenienti dall’Iran, che, prelevati dalla Turchia e muniti di falsi documenti realizzati in Italia, venivano accompagnati nel territorio nazionale.

GLI IMPUTATI

Macchia Giovanni, 1966, Castel Volturno, 1 anno e 10 mesi

Tenneriello Claudio, 1951, Quarto, 4 anni e 2 mesi

Della Monica Immacolata, 1974, Castel Volturno, 5 anni e 8 mesi

Della Monica Assunta, 1978, Castel Volturno, 5 anni e 4 mesi

Interrante Luigi, 1964, Castel Volturno, 4 anni e 2 mesi

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