Un blitz anticamorra è scattato questa mattina, giovedì 22 gennaio 2026, tra Caserta e provincia. In campo 120 agenti della Polizia di Stato, appartenenti alla Questura di Caserta e ad altri reparti, impegnati nell’esecuzione di una ordinanza cautelare nei confronti di 17 persone, alcune delle quali minorenni all’epoca dei fatti contestati.
L’operazione rappresenta un duro colpo contro un presunto gruppo criminale operativo sul territorio casertano e ritenuto responsabile, a vario titolo, di una lunga serie di reati connessi al traffico di droga e alla violenza armata.
Blitz a Caserta: le accuse contestate
Secondo quanto emerso, le accuse contestate includono associazione armata finalizzata al traffico di stupefacenti, ma anche estorsione, omicidio, tentato omicidio, favoreggiamento personale, oltre a detenzione e porto abusivo di armi. Nel mirino anche l’uso di dispositivi telefonici all’interno degli istituti penitenziari e diversi reati legati al mondo degli stupefacenti: acquisto, detenzione, raffinazione, vendita e trasporto di sostanze.

Tutti i reati risultano aggravati dall’averli commessi avvalendosi delle condizioni di assoggettamento e omertà tipiche dei clan di camorra, elemento che – secondo gli investigatori – confermerebbe il forte radicamento del sistema criminale sul territorio.
Le indagini: traffici decisi dal carcere
Uno degli aspetti più rilevanti emersi dall’inchiesta è che alcuni indagati, pur detenuti, avrebbero continuato a mantenere contatti con l’esterno. Secondo gli investigatori, i rapporti con gli altri componenti dell’organizzazione sarebbero proseguiti grazie all’utilizzo di telefoni cellulari in carcere, con cui sarebbero stati impartiti ordini e gestite attività illecite. Le indagini della Polizia di Stato hanno permesso inoltre di ricostruire numerosi episodi di cessione di droga, facendo luce su metodi di trasporto e sistemi di lavorazione e raffinazione delle sostanze stupefacenti prima della vendita






