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Le strade di Scampia inondate di eroina e crack, maxi blitz all’alba: 28 arresti contro clan Amato-Pagano

Le strade di Scampia e Napoli inondate di eroina e crack: maxi blitz all'alba: 28 arresti contro il clan Amato-Pagano

Un duro colpo al traffico di droga a Napoli è stato inferto alle prime luci dell’alba dalla Direzione Distrettuale Antimafia e dalla Squadra Mobile di Napoli, che hanno eseguito un maxi blitz antidroga contro il clan Amato-Pagano, noto come quello degli Scissionisti. L’operazione ha portato all’arresto di 28 persone, di cui 25 in carcere, nell’ambito di un’inchiesta che conta complessivamente 31 indagati.  Le indagini, durate oltre tre anni, hanno documentato la ripresa su larga scala delle attività di spaccio di eroina, cocaina e crack in numerosi quartieri della città.

Le piazze di spaccio: da “Trentatré” a Chiaiano

Secondo quanto emerso, l’organizzazione criminale aveva nuovamente invaso le strade e le piazze di spaccio di Napoli, partendo dallo storico fortino della cosiddetta “Trentatré” fino a raggiungere Chiaiano, Miano, Colli Aminei e la zona ospedaliera. Un sistema capillare e ben strutturato, in grado di rifornire quotidianamente centinaia di assuntori, generando profitti milionari.

I vertici del clan e l’organizzazione dello spaccio

Le accuse formulate dalla Procura antimafia di Napoli sono pesantissime: su tutte quella di associazione per delinquere finalizzata al traffico di sostanze stupefacenti. Dalle quasi 200 pagine dell’ordinanza cautelare emerge che ai vertici dell’organizzazione si sarebbero collocati Massimiliano Cafasso e Salvatore Mele, figure storiche del clan degli Scissionisti. A dirigere e organizzare le attività di spaccio sarebbero stati invece Mario Abbatiello, Pasquale Capuano, Giovanni Conte e Salvatore Montefusco. Sotto la loro guida operava un vero e proprio esercito di pusher, incaricati di garantire la presenza costante della droga nelle piazze controllate dal clan.

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Un sistema criminale da milioni di euro

Il clan Amato-Pagano viene descritto dagli inquirenti come una holding criminale, capace di generare profitti a sei zeri grazie a una gestione imprenditoriale del traffico di stupefacenti, con ruoli ben definiti e una struttura gerarchica solida.

Le indagini proseguono per delineare ulteriori responsabilità e collegamenti, mentre l’operazione rappresenta uno dei più significativi colpi recenti alla camorra napoletana nel settore del narcotraffico.

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