de luca calderoli

E’ botta e risposta tra il ministro leghista Calderoli e il presidente della Regione De Luca sulla proposta di autonomia differenziata. Ieri Calderoli aveva replicato alle varie accuse di De Luca degli ultimi giorni dicendo che “C’è stata una proposta di Vincenzo De Luca che è molto più avanti rispetto a qualsiasi mia proposta. Io ho messo come requisito i Lep (Livelli essenziali di prestazione, ndr) e il superamento della spesa storica con costi e fabbisogni standard, e lui invece – ha proseguito Calderoli riferendosi a De Luca – è andato oltre”, indicando “sette materie molto importanti e pesanti”.

De Luca risponde a Calderoli

Stamane è arrivata la replica di De Luca: “Leggo dichiarazioni che mi rivolge il (furbo) ministro Calderoli. Intanto, provo una profonda commozione per il fatto che un ministro per le Riforme si accorga, dopo 4 anni, che fra le regioni che chiedono un confronto con il Governo sull’autonomia c’è anche la Campania. Si sono fatte riunioni con tre regioni, con la Campania mai. Bene così. La richiesta della Campania aveva obiettivi di merito e un obiettivo politico: impedire che il tema dell’autonomia fosse condizionato e ipotecato da una impostazione leghista. Nel merito, dicevamo nel 2019 esattamente le stesse cose dette oggi nel respingere la sgangherata bozza di disegno di legge presentata dal Ministro, e ora accantonata. Noi partiamo sempre da una premessa (nel 2019, come nel 2022): difesa rigorosa dell’unità nazionale, a cominciare dal tema della scuola e da quello della sanità – ha detto il presidente della Regione -. Più chiaramente: per la scuola, mantenimento di programmi scolastici di competenza nazionale; contratti nazionali, non regionali, per il personale scolastico; per la formazione professionale decisioni anche regionali, in maniera rispondente ai sistemi produttivi locali. Per la sanità: no a contratti integrativi regionali per il personale; vigilanza e competenza nazionale per le valutazioni scientifiche e le conseguenti norma sanitarie; applicazione rigorosa di criteri equi aggiornati per il riparto del fondo sanitario nazionale, a fronte di una scandalosa inadempienza da anni del Governo nazionale.

Si proponeva che il Governo definisse prioritariamente i “Lep”, con il superamento della spesa storica, subordinando ogni intesa a questo obiettivo. Esattamente le cose ripetute oggi. Si proponeva nel 2019 – e lo ribadisco oggi fortemente – il trasferimento alle regioni di tutta una serie di competenze amministrative per le quali non si giustifica nessun ruolo nazionale: pareri ambientali; ruolo delle Soprintendenze; pareri ministeriali per il dragaggio dei porti; pareri per impianti fotovoltaici… Riconfermo l’obiettivo di “burocrazia zero” come l’obiettivo vero. Il mondo imprenditoriale domanda non percorsi ideologici, fumosi e inconcludenti su riparto dei poteri, ma una sburocratizzazione radicale, che consenta decisioni rapide. Ringrazio il Ministro per il giudizio positivo sul mio lavoro da sindaco, che può estendere anche, senza sofferenza, al lavoro da Presidente di Regione. Abbiamo risanato il bilancio regionale e quello sanitario, abbiamo dalle agenzie di rating un outlook positivo, migliore di quello nazionale. Abbiamo fatto per la sanità, per la scuola, per l’ambiente, per i trasporti, per la cultura, per le politiche sociali, per la sburocratizzazione, cose che collocano la Campania, pure in un contesto di grande pesantezza sociale,  all’avanguardia in Italia. In conclusione. Si dice che si vuole assumere come base di confronto la proposta della Campania. E’ un ottimo proposito. Per questo io lodo il Ministro Calderoli, che considero persona affabile, e per il quale ho istintiva simpatia. Potremo uscire così dalle chiacchiere e arrivare a risultati concreti. Tuttavia, a scanso di equivoci, pubblichiamo sul sito della Regione la proposta del 2019 e altri documenti connessi. Se vogliamo modernizzare l’Italia, e avvicinare le decisioni ai cittadini e alle imprese, senza scardinare la Costituzione e tradire il Sud, noi siamo pronti. Sempre disponibili a dimostrare, con pignoleria tedesca, dove c’è la coerenza e dove c’è la cialtroneria politica e l’inconcludenza eterna. E pure la furbizia”.

I documenti pubblicati sul sito della Regione sono i seguenti ordinati in senso cronologico

  1. Lettera del 04.01.2019 indirizzata al Presidente del Consiglio, con la quale il Presidente De Luca chiede di essere audito in merito alle proposte di Intese istituzionali avanzate dalle regioni Lombardia, Veneto ed Emilia-Romagna.
  2. Il documento di indirizzi della Giunta regionale della Campania in merito all’art. 116, terzo comma, della Costituzione, approvato con delibera di Giunta regionale n. 91 del 06.03.2019, con il quale vengono definiti i 10 punti pregiudiziali senza i quali non è possibile dare seguito alle proposte di Intese su “ulteriori forme e condizioni particolari di autonomia”.
  3. L’Accordo preliminare inviato al Governo in data 10.07.2019, allorquando il Presidente del Consiglio del Governo, che sarebbe poi caduto di lì a poco, sembrava si apprestasse a firmare le Intese preliminari con le tre regioni più ricche del Paese.

Autonomia, De Luca sul piede di guerra: “Si distrugge l’unità nazionale”

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