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Antonio Natale – il giovane del Parco Vede ritrovato morto dopo settimane di ricerche nel campagne caivanesi lo scorso ottobre, si era cacciato in un brutto, bruttissimo giro.

Ad avallare la sua partecipazione allo spaccio di droga al rione – fatto mai nascosto dalla famiglia del 23enne che anzi segnalò la cosa ai carabinieri nel tentativo di strapparlo alla mala vita – alcuni dettagli emersi solo ora da un verbale relativo a un intervento dei carabinieri del 5 settembre 2021, un mese prima dell’omicidio.

Il ritrovamento dopo il blitz

I militari – nel corso di un blitz in un appartamento sospetto, si imbattono in una piazza di spaccio di cocaina, con tanto di impianto di videosorveglianza in alta definizione. Sul marmo della cucina, oltre alla cocaina e a una banconota da 10 euro, un bilancino elettronico intriso di sostanza stupefacenti di tipo cocaina e un paio di forbici. Trovano – ed è questa la novità che emerge dal verbale pubblicato in anteprima dal giornale d’inchiesta Stylo24 – un iPhone 12 con la patente di guida di Antonio Natale custodita nella cover e una sim card Tim intestata ad Anna Alboretti, madre di Antonio Natale.

La perquisizione viene poi estesa anche agli altri locali dell’immobile e le forze dell’ordine, oltre a varie dosi di droga, trovano la patente di guida intestato a Giovanni Bervicato, presunto capo zona.

Ben 4 gli esponenti della famiglia Bervicato finiti in manette con l’accusa di essere i promotori e i gestori di una delle piazza di spaccio situate nel Parco Verde di Caivano, precisamente quella situata al quarto piano della palazzina “dei mattoni”. Proprio nell’ambito dei traffici di stupefacenti – forse per una somma di denaro sparita nel nulla – sarebbe maturato l’omicidio di Antonio Natale.

Cosa ci facessero il suo cellulare e la sua patente nella piazza di spaccio delle “Case a mattoni” non è del tutto chiaro, ma gli investigatori sospettano che il giovane possa essersi dileguato insieme ai complici pochi istanti prima del blitz.

Sfuggito alle manette, il giovane non è però riuscito a sottrarsi alla furia dei suoi assassini, che esattamente un mese dopo l’hanno ucciso con diversi colpi di pistola. Per il suo omicidio, ad oggi, l’unica persona formalmente indagata è il 20enne Domenico Bervicato: già in carcere per spaccio.

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