Quattro colpi di pistola esplosi in strada, un trentenne gravemente ferito e il timore che dietro l’agguato possa nascondersi una nuova resa dei conti criminale. È tornata la paura alle Case Nuove, a Napoli, dove nella serata di ieri, venerdì 2 ottobre, Emanuele Pistone, 30 anni, è stato raggiunto dai proiettili all’incrocio tra via Luigi Serio e via Antonio Toscano, a poca distanza da via Amerigo Vespucci. Trasportato d’urgenza all’ospedale Pellegrini, è ricoverato in Terapia Intensiva con prognosi riservata.
Nel mirino dei sicari è finito un volto già noto alle forze dell’ordine, in passato accostato ad ambienti criminali attivi nella zona. Gli investigatori stanno ora cercando di ricostruire il contesto nel quale è maturata la sparatoria e di capire se l’episodio possa essere collegato ai delicati equilibri criminali dell’area compresa tra le Case Nuove, piazza Mercato e la Ferrovia.
Agguato alle Case Nuove: quattro colpi contro il 30enne
L’allarme è scattato pochi minuti prima delle 22. Secondo una prima ricostruzione, gli aggressori avrebbero intercettato Pistone e aperto il fuoco a distanza ravvicinata.
Quattro i colpi esplosi, tutti andati a segno. Il trentenne sarebbe stato raggiunto alle gambe, a una spalla e a una natica. Quest’ultima ferita potrebbe essere stata riportata durante il tentativo di allontanarsi dalla traiettoria degli spari.
La dinamica dell’episodio è ancora al vaglio degli investigatori, ma le modalità dell’azione fanno ritenere che Pistone fosse l’obiettivo preciso dell’agguato.
Nonostante le gravi ferite, il 30enne è sopravvissuto all’attacco ed è stato trasportato d’urgenza al Pellegrini. Le sue condizioni restano serie e la prognosi è riservata.
Indagini sulle telecamere di videosorveglianza
Sul posto sono intervenute le volanti dell’Ufficio prevenzione generale della Questura di Napoli, seguite dagli agenti del commissariato Vicaria-Mercato e dagli uomini della Squadra Mobile, che stanno conducendo le indagini.
Gli investigatori stanno passando al setaccio la zona alla ricerca di elementi utili per identificare gli autori della sparatoria.
Un ruolo decisivo potrebbe essere svolto dalle telecamere di videosorveglianza presenti lungo le strade vicine al luogo dell’agguato. Le immagini potrebbero infatti consentire di ricostruire gli spostamenti del commando prima e dopo l’azione.
Al momento non sarebbero emerse testimonianze decisive. Gli accertamenti si concentrano quindi soprattutto sui filmati e sui rilievi effettuati sulla scena.
Il timore di una nuova escalation criminale
Il principale interrogativo riguarda ora il movente della sparatoria e il possibile collegamento con gli equilibri della criminalità organizzata nell’area.
Le forze dell’ordine stanno valutando eventuali connessioni con le tensioni che da tempo interessano diversi gruppi attivi nella zona. Tra le piste al vaglio ci sono anche i contrasti maturati negli ultimi mesi tra realtà criminali storicamente presenti nel territorio, ma ogni ipotesi dovrà essere confermata dagli sviluppi delle indagini.
Il timore degli inquirenti è che l’agguato possa rappresentare il segnale di una nuova escalation di violenza criminale in un’area già segnata in passato da sparatorie e faide.
Le indagini della Squadra Mobile proseguono per ricostruire nel dettaglio la dinamica dell’imboscata, individuare gli autori e chiarire il contesto nel quale è maturato l’agguato.







