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Avrebbe preso a morsetti il cuscino in preda alla fame. E’ l’inquietante ipotesi che emerge dalle indagini sulla morte della piccola Diana, la bimba di 18 mesi abbandonata per sei giorni dalla mamma, Alessia Pifferi. Il decesso è avvenuto per “consunzione”.

Milano, bimba morta dopo 6 giorni: ha preso a morsi il cuscino per la fame

Il teatro della tragedia è il monolocale di via Parea, periferia Est di Milano. Sono sei giorni da incubo per la piccola Diana. E’ sola in casa, con una temperatura interna di 30 gradi, finestre sbarrate, in preda alla fame e alla sete. Ha cercato di restare attaccata alla vita fino all’ultimo, come racconta l’autopsia. Nello stomaco della bimba, infatti, è stato ritrovato materiale compatibile con il cuscino. E’ lo stesso materiale ritrovato sul lettino da campeggio in cui la bambina dormiva. Secondo una possibile ricostruzione, la piccola avrebbe potuto prendere a morsetti il cuscino non trovando altro da mangiare. Un gesto istintivo dettato dalla fame a cui è stata costretta per sei lunghissimi giorni.

I funerali

Intanto, dopo lo svolgimento dell’autopsia, la Procura di Milano ha dato il nullaosta alla sepoltura della bambina. Atto che consente di procedere con la celebrazione delle esequie. Intanto la madre, Alessia Pifferi, resta in carcere, accusata di omicidio volontario pluriaggravato nelle indagini della Squadra mobile. La donna si trova in un’area protetta del carcere di San Vittore ed è guardata a vista per timore che possa commettere atti autolesionistici. «Piange per la figlia ma è confusa, smarrita e non riesce a spiegarsi né a spiegare quello che è successo», dice l’avvocato Solange Marchignoli, che con l’avvocato Luca D’Auria assiste la donna. «Ci ha chiesto di poter andare al funerale della figlia, non rendendosi conto che non potrà partecipare».

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