Nuovo incontro in Prefettura per la vertenza dei lavoratori di Marano Ambiente, la ditta che gestisce il servizio di raccolta dei rifiuti nel comune a nord di Napoli. Oggi, mercoledì 28 ottobre, alle 17.30, le parti torneranno a confrontarsi in videoconferenza per affrontare la questione degli stipendi di settembre. Infatti, secondo le organizzazioni sindacali, non risulterebbero ancora corrisposti.
Marano Ambiente, stipendi ancora in sospeso: oggi nuovo vertice in Prefettura
La convocazione è arrivata ieri dalla Prefettura di Napoli, dopo la richiesta urgente presentata da Cobas Lavoro Privato e Filas Campania, rispettivamente da Antonella Acanfora e Cristian Napolitano. Al tavolo sono stati chiamati il Comune di Marano, l’amministratore giudiziario di Marano Ambiente, l’avvocato Valerio Di Stasio, e le varie organizzazioni sindacali coinvolte.
Stipendi arretrati, i sindacati chiedono tempi certi
A riaccendere la vertenza è stata la nota inviata il 26 ottobre dai due sindacati. Le retribuzioni di settembre pare non siano state ancora accreditate, nonostante le rassicurazioni emerse durante il precedente confronto del 20 ottobre. In quell’occasione era stata prospettata l’attivazione del pagamento sostitutivo da parte del Comune.
Cobas e Filas chiedono di conoscere lo stato effettivo della procedura e di avere una data certa per il versamento degli arretrati. Per le due sigle i ritardi nei pagamenti pesano sulle famiglie dei dipendenti e rischiano di alimentare nuove tensioni, con possibili conseguenze sulla continuità del servizio di raccolta rifiuti.

Scioperi, disservizi e contestazioni della Commissione straordinaria
Il 2 ottobre gli operatori ecologici avevano già incrociato le braccia dopo un precedente confronto in Prefettura. Al centro della protesta, allora, c’erano ritardi retributivi, ticket e criticità nella gestione del servizio.
Sul fronte amministrativo, la Commissione straordinaria aveva contestato disservizi nell’esecuzione dell’appalto, comunicando l’applicazione di penali per oltre 100mila euro. La stessa società aveva inoltre manifestato la volontà di valutare una cessazione anticipata del contratto con l’amministrazione comunale.
A complicare il quadro, a metà ottobre, anche il sequestro di quote societarie che ha interessato Marano Ambiente. Il provvedimento ha portato alla nomina di Di Stasio come amministratore giudiziario, oggi tra i soggetti convocati al confronto prefettizio.






