Napoli, traffico di cuccioli: cani malati venduti come esemplari di razza

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Un presunto traffico illecito di cuccioli di cane, importati dall’Est Europa e venduti come esemplari di razza pura nonostante gravi problemi di salute. È quanto emerso da un’indagine della Procura della Repubblica di Napoli, che ha portato all’emissione di misure di custodia cautelare nei confronti di cinque persone, tra titolari e gestori di noti esercizi commerciali.

L’operazione ha interessato quattro punti vendita tra Napoli e Torre Annunziata. Disposti il sequestro preventivo di 43mila euro, ritenuti profitto di oltre cinquanta truffe, e il sequestro probatorio di esercizi commerciali, animali, medicinali veterinari e documentazione sanitaria e fiscale.

Cuccioli malati e documenti falsi: come funzionava il sistema

L’inchiesta è partita dall’abbandono di un cucciolo in fin di vita, successivamente deceduto presso un presidio veterinario dell’Asl. Secondo gli investigatori, i cani, soprattutto Chihuahua, Barboncini, Spitz, Maltesi e Chow Chow, venivano importati dall’Est Europa e pubblicizzati online come esemplari di razza certificata, provvisti di pedigree e vaccinazioni.

In realtà, molti animali sarebbero stati venduti con libretti sanitari falsificati, senza microchip e affetti da gravi malattie. Diversi cuccioli sarebbero morti pochi giorni dopo l’acquisto. Gli accertamenti dell’Università Federico II di Napoli hanno evidenziato patologie come Parvovirosi, Cimurro e Giardiasi, oltre a incongruenze tra l’età effettiva degli animali e i dati riportati sui documenti sanitari.

Oltre 50 truffe e pagamenti irregolari

L’organizzazione avrebbe gestito le vendite attraverso pagamenti in contanti o ricariche su carte prepagate intestate a terzi, spesso senza rilasciare ricevute fiscali. Alcuni collaboratori, fingendosi veterinari, avrebbero inoltre somministrato farmaci agli animali e compilato documentazione sanitaria.

Oltre cinquanta le ipotesi di truffa e frode in commercio ricostruite dagli inquirenti ai danni di acquirenti che, in numerosi casi, si sarebbero ritrovati con cuccioli gravemente malati o morti poco dopo l’acquisto.

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