Un giro d’affari milionario alimentato dal contrabbando di carburante, acquistato attraverso fornitori italiani e dell’Unione europea e successivamente immesso nel mercato nero. È quanto emerso da un’inchiesta condotta dalla Guardia di Finanza di Caserta e coordinata dalla Direzione distrettuale antimafia di Napoli, che ha portato all’arresto di tre indagati.
Secondo quanto ricostruito dagli investigatori, nell’attività illecita sarebbero entrati anche gli interessi del clan Mazzarella. A due degli indagati viene contestata l’associazione per delinquere finalizzata al contrabbando aggravato di prodotti energetici, mentre al terzo viene contestata l’associazione per delinquere di tipo camorristico.
Contrabbando di carburante in Campania, tre arresti
I tre sono destinatari di un provvedimento emesso dal Tribunale del Riesame di Napoli, che in sede di appello aveva disposto nei loro confronti la custodia cautelare in carcere. La misura è diventata definitiva il 15 luglio 2026, quando la Corte di Cassazione ha respinto il ricorso presentato dalle difese.
Due degli indagati sono stati quindi raggiunti dal provvedimento cautelare. Per il terzo, invece, è stato necessario emettere un mandato di arresto europeo: l’uomo si era trasferito in Grecia rendendosi irreperibile. Dopo circa un mese di latitanza, il 25 agosto si è costituito nel carcere di Secondigliano, a Napoli.
Carburante acquistato in Italia e all’estero e rivenduto sul mercato nero
Le indagini, coordinate dalla Dda di Napoli – prima area, procuratore aggiunto Sergio Amato – avrebbero consentito di ricostruire l’esistenza in Campania di un’organizzazione attiva nel commercio illecito di prodotti energetici. Il gruppo, attraverso una rete di contatti sia sul territorio nazionale sia all’estero, si sarebbe rifornito presso depositi e distributori compiacenti. Il carburante acquistato di contrabbando sarebbe stato poi destinato al mercato nero, generando un giro d’affari di diversi milioni di euro. Nel corso degli accertamenti di polizia giudiziaria sono stati sequestrati oltre 133mila litri di carburante.
Oltre 10 milioni di litri importati, evasione fiscale per quasi 8 milioni
Particolarmente rilevante è anche il capitolo fiscale dell’inchiesta. Gli investigatori hanno accertato una presunta evasione di poco inferiore agli 8 milioni di euro, collegata all’importazione di oltre 10 milioni di litri di prodotti energetici. Nel dettaglio, l’evasione ricostruita ammonta a circa 4,9 milioni di euro di imposta di consumo e 2,9 milioni di euro di IVA. Le indagini hanno inoltre fatto emergere la successiva cessione di crediti fiscali per 6 milioni di euro, che secondo gli investigatori sarebbero derivati da dichiarazioni fraudolente.






