Napoli, sale la tensione nelle scuole: altri istituti occupati

Cresce il numero degli istituti occupati a Napoli. Oggi gli studenti hanno incrociato le braccia anche nelle scuole Mazzini e Margherita di Savoia. Si aggiungono a Sannazaro, Genovesi, Mercalli e Umberto, occupati ieri, e al Tito Lucrezio Caro. I motivi della protesta: i tagli all’istruzione per le spese militari, il caro-vita e la costruzione CPR a Castel Volturno.

Napoli, cresce il numero delle scuole occupate: sale la tensione

Ieri sono state registrate alcune tensioni al Genovesi, che hanno coinvolto il Dirigente scolastico e gli studenti che poi hanno occupato l’istituto. Attraverso comunicazioni ufficiali scritte, il vertice dell’istituto avrebbe chiamato in causa i genitori di alcuni alunni minorenni ricordando loro che potrebbero rispondere dei danni arrecati dai figli durante i giorni di occupazione.

Anche al Mazzini, oggi, ci sono stati attimi concitati. A quanto pare, un primo tentativo di occupazione sarebbe stato bloccato dai Carabinieri, accorsi sul posto forse su segnalazione del personale scolastico. Successivamente, all’arrivo del Dirigente i militari sono andati via e a quel punto gli studenti sono riusciti a prendere possesso dell’edificio. All’esterno è stato calato lo striscione “No al riarmo e no a tagli all’istruzione”.

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Tensione anche all’Alberti, come si evince da alcuni video diffusi sui social. Dei docenti avrebbero tentato di impedire a studenti incappucciati di introdursi nella scuola e occuparla.

Il calendario della mobilitazione

Gli studenti partenopei hanno dato vita alle proteste dopo quelli di Torino e Roma nelle scorse settimane. Una mobilitazione che nasce sulla spinta dei coetanei spagnoli e francesi. Le ragioni delle occupazioni, definanziamento della scuola pubblica, carenza di servizi e caro-vita, saranno portate anche in piazza nelle prossime settimane.

Il primo appuntamento è fissato per il 24 ottobre, giorno in cui una delegazione di giovani prenderà parte alla manifestazione “No Cpr” indetta a Castel Volturno. Successivamente, il 20 novembre, si terrà l’International Youth Strike, una giornata di astensione collettiva transnazionale promossa da Rete della Conoscenza, Link e Unione degli Studenti (Uds) all’insegna del messaggio “Fight for our future, not their wars”.

 

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