“Liceo occupato. Più soldi alla scuola pubblica”. Questo il tono degli striscioni calati fuori dal Tito Lucrezio Caro, dall’Umberto I, dal Mercalli, dal Sannazaro e dal Genovesi. Oggi gli studenti di cinque licei partenopei hanno incrociato le braccia, dopo quelli di Torino e Roma nelle scorse settimane.
Una mobilitazione che nasce sulla scorta delle proteste dei coetanei spagnoli e francesi. Le ragioni delle occupazioni: definanziamento della scuola pubblica, carenza di servizi, e caro-vita.
Napoli, gli studenti incrociano le braccia: “Più soldi alla scuola pubblica”
Sulla facciata dell’Umberto, l’ultimo in ordine di tempo ad aggiungersi all’elenco, si legge lo striscione: “La scuola contro il caro vita e i tagli all’istruzione”. Intanto il calendario per le prossime mobilitazioni è già definito.
Il primo appuntamento è fissato per il 24 ottobre, giorno in cui una delegazione di giovani prenderà parte alla manifestazione “No Cpr” indetta a Castel Volturno. Successivamente, il 20 novembre, si terrà l’International Youth Strike, una giornata di astensione collettiva transnazionale promossa da Rete della Conoscenza, Link e Unione degli Studenti (Uds) all’insegna del messaggio “Fight for our future, not their wars!”.







