Né sindaci, né comitati. Ma una sola persona, sempre presente alle manifestazioni per i Campi Flegrei. È stato Antonio Pollice, un cittadino sfollato e con invalidità, a consegnare al capo di gabinetto del ministro per la Protezione civile Nello Musumeci un documento con le richieste delle 700 persone andate a Roma stamattina per chiedere azioni concrete al Governo sull’emergenza bradisismo. Non più provvedimenti contingenti, ma risposte strutturali, queste le istanze.
“Siamo in settecento, ma abbiamo portato la voce di 70mila”, hanno gridato al megafono alcuni manifestanti, che entro dieci giorni attendono un primo decreto.
Cosa hanno chiesto i manifestanti
Nel documento consegnato al rappresentante dell’Esecutivo, le persone hanno chiesto sostegno agli sfollati, messa in sicurezza delle abitazioni e degli edifici pubblici, interventi su scuole e costoni, risorse per il personale impegnato nella gestione dell’emergenza.
Al fianco dei cittadini anche i quattro sindaci dell’area flegrea. “Siamo qui a Roma – ha dichiarato il primo cittadino di Pozzuoli Luigi Manzoni – non solo per il senso di responsabilità dimostrato in questi anni, ma soprattutto per dire che siamo pronti a costruire. Ma abbiamo bisogno di risorse”.

Gli fa eco l’omologo di Bacoli Josi Gerardo Della Ragione: “Dal Governo non vogliamo soltanto un decreto, ora vogliamo i contenuti”. Presenti anche le fasce tricolori di Monte di Procida Salvatore Scotto di Santolo e quella di Quarto Antonio Sabino.
Campi Flegrei, la protesta arriva a Roma: 700 cittadini e 13 pullman per chiedere risposte al Governo
Questa mattina sono stati tredici i pullman a partiti per la Capitale. Una mobilitazione dichiaratamente pacifica che ha visto protagonisti puteolani, bacolesi, sfollati, comitati e associazioni, uniti dalla richiesta di interventi immediati per un territorio duramente colpito dalla crisi sismica degli ultimi mesi.
I manifestanti hanno dato vita a un corteo che, partito dal Colosseo, ha attraversato il centro di Roma fino a piazza Santi Apostoli. Da qui l’obiettivo è stato quello di raggiungere Palazzo Chigi con una delegazione ristretta, nel tentativo di portare direttamente all’attenzione dell’Esecutivo le richieste della popolazione.






