Tredici pullman e circa 700 cittadini dei Campi Flegrei in viaggio verso Roma per chiedere risposte concrete al Governo sull’emergenza bradisismo. Una mobilitazione che vede protagonisti puteolani, bacolesi, sfollati, comitati e associazioni, uniti dalla richiesta di interventi immediati per un territorio duramente colpito dalla crisi sismica degli ultimi mesi.
Partiti questa mattina da Pozzuoli, accogliendo anche numerosi cittadini di Bacoli e degli altri comuni dell’area flegrea, i manifestanti raggiungono la Capitale per dare vita a un corteo che, dal Colosseo, attraverserà il centro di Roma fino a piazza Santi Apostoli. Da qui l’obiettivo è quello di raggiungere Palazzo Chigi con una delegazione ristretta, nel tentativo di portare direttamente all’attenzione dell’Esecutivo le richieste della popolazione.
Campi Flegrei, la protesta arriva a Roma: 700 cittadini e 13 pullman per chiedere risposte al Governo
Al fianco dei cittadini anche i quattro sindaci dell’area flegrea: il primo cittadino di Pozzuoli, Luigi Manzoni, accompagnato da esponenti dell’amministrazione comunale, il sindaco di Bacoli Josi Gerardo Della Ragione, quello di Monte di Procida Salvatore Scotto di Santolo e il sindaco di Quarto Antonio Sabino. Una presenza istituzionale che testimonia la volontà delle amministrazioni locali di sostenere le rivendicazioni provenienti dal territorio.
La manifestazione arriva dopo settimane di mobilitazioni e tensioni legate alle conseguenze della scossa del 31 luglio scorso, che ha aggravato una situazione già particolarmente delicata. Migliaia di persone sono ancora alle prese con l’inagibilità delle proprie abitazioni, mentre famiglie, commercianti e lavoratori chiedono certezze sui tempi della ricostruzione e sulle misure di sostegno economico.

Cosa chiedono i manifestanti
La richiesta principale è quella di superare la gestione emergenziale attraverso provvedimenti strutturali. Tra le priorità avanzate dai comitati figurano soluzioni abitative dignitose per gli sfollati, contributi in grado di coprire integralmente gli interventi di riqualificazione degli immobili inagibili, sostegni alle attività produttive e il ripristino dei collegamenti e dei servizi compromessi dagli eventi sismici.
Sul tavolo resta anche la richiesta di una legge speciale per i Campi Flegrei, capace di garantire risorse, procedure e tempi certi, andando oltre i singoli decreti emergenziali. Il Governo sta lavorando a un nuovo provvedimento dedicato all’area flegrea, ma cittadini e amministratori chiedono che gli annunci si traducano rapidamente in interventi concreti. A sostenere la mobilitazione anche le organizzazioni sindacali, tra cui Cgil e Usb, che richiamano l’attenzione sulle conseguenze economiche e occupazionali della crisi. Il timore è che, senza interventi adeguati, l’emergenza abitativa possa accompagnarsi a un progressivo impoverimento del tessuto produttivo e sociale dei Campi Flegrei.
Quella di Roma rappresenta dunque una tappa significativa della mobilitazione partita da Pozzuoli e progressivamente allargatasi agli altri comuni flegrei. Una protesta che unisce cittadini e istituzioni locali attorno a un obiettivo comune: ottenere garanzie sul diritto alla casa, sulla sicurezza e sulla possibilità di continuare a vivere e lavorare nel proprio territorio. Gli occhi sono ora puntati su Palazzo Chigi, dove la delegazione dei manifestanti intende consegnare le richieste della comunità flegrea e sollecitare un confronto diretto con il Governo. La manifestazione punta a trasformare le istanze avanzate negli ultimi mesi in impegni precisi, con risorse e scadenze definite.






