Sono 22 le persone indagate nella nuova inchiesta della Procura di Napoli che coinvolge il gruppo UniPegaso-Multiversity, attivo nel settore della formazione universitaria telematica. Al centro delle indagini ci sono presunte pressioni sulle istituzioni per modificare le regole relative agli esami universitari a distanza e possibili tentativi di influenzare l’informazione attraverso rapporti economici e pubblicitari con alcune testate giornalistiche.
La Guardia di Finanza ha eseguito una serie di perquisizioni e notificato 22 avvisi di garanzia. Tra gli indagati figura Fabio Domenico Vaccarono, presidente del gruppo UniPegaso-Multiversity, insieme a manager, rappresentanti del settore editoriale e direttori di importanti quotidiani nazionali.
Le indagini della Procura di Napoli su UniPegaso
L’inchiesta, coordinata dalla Direzione distrettuale antimafia di Napoli, vede impegnati, tra gli altri, i magistrati Vincenzo Piscitelli, Henry John Woodcock e Francesca Paola Colonna Romano.
Secondo la ricostruzione investigativa, alcuni esponenti del gruppo avrebbero cercato di ottenere condizioni normative più favorevoli per lo svolgimento degli esami online nelle università telematiche.
L’attenzione degli inquirenti si concentra anche sui rapporti tra il gruppo universitario e il mondo dell’editoria, con l’ipotesi di condotte finalizzate a limitare l’impatto mediatico delle notizie relative alle precedenti indagini sull’ateneo. Tra le ipotesi di reato figurano, a vario titolo, l’associazione per delinquere e la corruzione tra privati. Si tratta di contestazioni ancora da verificare nelle successive fasi del procedimento giudiziario.
Le presunte pressioni sulla ministra Anna Maria Bernini
Uno dei principali aspetti dell’inchiesta riguarda i presunti tentativi di ottenere una proroga delle disposizioni che avevano consentito, in via eccezionale, lo svolgimento degli esami universitari da remoto.
Secondo gli investigatori, Vaccarono avrebbe cercato di intervenire sulla questione attraverso Luigi Bisignani, con l’obiettivo di influire sulle decisioni riguardanti la normativa ministeriale.
Il riferimento è al decreto ministeriale numero 1835 del 6 dicembre 2024, che ha disciplinato il ritorno agli esami in presenza, superando le deroghe introdotte durante l’emergenza pandemica. La ministra Anna Maria Bernini non risulta indagata né coinvolta nelle contestazioni. Secondo quanto emerso, i presunti tentativi di pressione non avrebbero raggiunto il risultato auspicato.

Coinvolti nell’inchiesta anche direttori di giornali ed editori
L’altro filone investigativo riguarda i rapporti economici e pubblicitari tra UniPegaso-Multiversity e alcune realtà editoriali italiane.
Secondo l’ipotesi della Procura, investimenti pubblicitari e accordi commerciali sarebbero stati utilizzati, in determinati casi, per cercare di condizionare la pubblicazione di notizie riguardanti il gruppo universitario.
Tra i nomi riportati dagli organi di informazione figurano Mario Orfeo, Andrea Malaguti, Claudio Cerasa, Francesco Cancellato e Peter Gomez, oltre ad altri dirigenti e rappresentanti di gruppi editoriali.
Gli inquirenti intendono accertare se i rapporti tra le parti siano rimasti nell’ambito delle normali relazioni commerciali oppure se si siano verificate condotte penalmente rilevanti. L’iscrizione nel registro degli indagati non costituisce un accertamento di responsabilità e tutte le persone coinvolte devono essere considerate innocenti fino a un’eventuale condanna definitiva.
Il precedente filone sulle immatricolazioni universitarie
La nuova indagine si inserisce in un quadro investigativo più ampio che interessa l’Università Telematica Pegaso.
Nel giugno 2026 era emersa un’altra inchiesta relativa a oltre 4.200 iscrizioni a corsi di laurea, master e percorsi formativi considerate potenzialmente irregolari dagli investigatori.
Quel procedimento aveva portato all’iscrizione di 40 persone nel registro degli indagati e a una serie di accertamenti da parte della Guardia di Finanza. Le nuove attività investigative si concentrano invece sulle presunte iniziative messe in atto per tutelare gli interessi e la reputazione del gruppo in relazione alle vicende giudiziarie.
Inchiesta UniPegaso, proseguono gli accertamenti
L’indagine della Procura di Napoli è ancora nella fase preliminare. Gli investigatori dovranno verificare gli elementi raccolti e ricostruire la natura dei rapporti tra i soggetti coinvolti. Al centro degli approfondimenti restano le presunte pressioni sulle decisioni ministeriali, la gestione degli investimenti pubblicitari e gli eventuali collegamenti con la diffusione delle notizie sull’università telematica.






