Napoli, esce dal carcere ras del clan Licciardi: concessi i domiciliari

Niente più carcere per Vincenzo Caiazzo, ras del clan Licciardi, per lui arresti domiciliari in comunità terapeutica. Il gip ha accolto l’istanza dei suoi avvocati Luigi Senese e Lucia Boscaino. Per la Dda di Napoli, il 49enne sarebbe coinvolto nell’omicidio di stampo camorristico di Domenico Gargiulo, detto “sicc e penniell”, trovato senza vita nel bagagliaio di un’auto nel settembre del 2019.

Napoli, esce dal carcere ras del clan Licciardi: concessi i domiciliari

All’uomo sono stati contestati anche i reati di partecipazione all’associazione finalizzata al traffico di stupefacenti, la partecipazione all’associazione mafiosa e altri reati aggravati dalle finalità mafiose. Davanti ai giudici del Riesame, però, Caiazzo riuscì a ottenere l’annullamento della contestazione relativa al concorso nell’omicidio Gargiulo e anche l’assoluzione dalla partecipazione all’associazione finalizzata al traffico di stupefacenti.

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L’omicidio di Gargiulo

Nell’aprile 2025, Caiazzo viene arrestato con l’accusa di aver partecipato all’omicidio di Gargiulo, secondo gli inquirenti avvenuto nell’ambito di un patto trasversale tra i Licciardi e i Sautto di Caivano. Successivamente, proprio il Riesame ha annullato la misura cautelare per carenza indizi.

La storia di Gargiulo è legata drammaticamente a quella di Lino Romano, un operaio innocente di 30 anni di Cardito, che finì ucciso a causa di uno scambio di persona il 15 ottobre del 2012 in un agguato di camorra a Scampia. L’obiettivo dei colpi di pistola era proprio Gargiulo.

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