Avrebbe preso le redini del clan Vanella Grassi dopo l’arresto dei vertici storici, continuando a impartire disposizioni agli affiliati anche durante i periodi trascorsi in carcere. Per un uomo ritenuto dagli investigatori l’attuale reggente del gruppo camorristico attivo tra Secondigliano e Scampia è scattata un’ordinanza di custodia cautelare in carcere.
Il provvedimento è stato emesso dal gip del Tribunale di Napoli su richiesta della Direzione distrettuale antimafia ed eseguito dai carabinieri del Nucleo investigativo di Napoli. L’indagato è gravemente indiziato del reato di associazione di tipo mafioso, previsto dall’articolo 416 bis del codice penale.
La scalata ai vertici della Vanella Grassi dopo l’arresto del padre
Secondo la ricostruzione investigativa, l’uomo avrebbe progressivamente assunto la guida dell’organizzazione dopo gli arresti che hanno colpito figure di primo piano del clan. Tra queste anche il padre dell’indagato, attualmente detenuto al regime del 41 bis. A delineare il presunto ruolo direttivo dell’uomo sarebbero state, tra gli altri elementi raccolti, le dichiarazioni concordanti di diversi collaboratori di giustizia. Le testimonianze avrebbero permesso di ricostruire l’assetto interno del sodalizio e i rapporti tra i suoi esponenti.
Le disposizioni dal carcere e la gestione della cassa comune
Un elemento centrale dell’inchiesta riguarda la presunta capacità dell’indagato di esercitare il comando anche durante i periodi di detenzione. Secondo gli inquirenti, avrebbe trasmesso ordini agli affiliati e coordinato la gestione della cassa comune, mantenendo i collegamenti tra i componenti del gruppo. La continuità di queste comunicazioni avrebbe consentito al clan, secondo l’ipotesi accusatoria, di proseguire le proprie attività nonostante gli arresti e le misure restrittive disposte nei confronti di alcuni esponenti.
Spaccio, estorsioni e denaro alle famiglie dei detenuti
Il clan Vanella Grassi, noto anche come gruppo dei Girati, è storicamente radicato nell’area nord di Napoli. Secondo la ricostruzione degli investigatori, il sodalizio avrebbe mantenuto un’influenza sulle piazze di spaccio e sulle attività estorsive, destinando una parte delle entrate al sostegno economico degli affiliati detenuti e delle loro famiglie.
La nuova misura si inserisce nel quadro delle indagini sulle organizzazioni camorristiche di Secondigliano e Scampia. Lo scorso febbraio un’altra operazione contro i Vanella Grassi aveva fatto emergere presunti rapporti con la criminalità organizzata calabrese.






