“Ieri sono stati calcolati 24mila tentativi di accesso, ovviamente andati tutti male perché c’era l’inibizione delle telecomunicazioni in corso”. Lo ha dichiarato il sottosegretario alla Giustizia Alberto Balboni durante una conferenza stampa al Palazzo di Governo di Napoli, illustrando i primi risultati del sistema collaudato ieri pomeriggio nel carcere di Secondigliano. Il dispositivo blocca le comunicazioni telefoniche e la trasmissione dati non autorizzate.
Secondigliano, stop ai telefoni in carcere: 24mila tentativi bloccati in un giorno
Balboni ha chiarito che i 24mila tentativi non corrispondono ad altrettanti detenuti: nell’istituto ce ne sono 1.500 e una stessa persona può aver provato a collegarsi più volte. Per motivi di sicurezza sono stati impiegati 250 agenti di Polizia Penitenziaria. Non si sono registrate proteste. Il sistema permette al personale autorizzato di continuare a usare i cellulari. “Un numero limitato di numeri telefonici può essere abilitato a oltrepassare la barriera”, ha detto Balboni, sottolineando che proprio la necessità di garantire le comunicazioni di servizio ha contribuito alla complessità della messa a punto del sistema. Secondo Balboni, ieri le richieste dei detenuti di effettuare telefonate consentite “sono quadruplicate”.








