Erano stati arrestati lo scorso giugno a seguito di un’operazione coordinata dalla Questura di Caserta, con l’accusa – a vario titolo – di associazione a delinquere e la commissione di varie rapine ad istituti di credito (banche ed uffici postali) con la tecnica del buco. Erano stati sottoposti alla custodia cautelare in carcere, ma nei giorni scorsi il GIP del Tribunale di Napoli Nord gli ha concesso gli arresti domiciliari presso le rispettive abitazioni. Si tratta di: Giappone Giuseppe del 1976, difeso dall’avvocato Luigi Poziello; Belfiore Beniamino del 1976 difeso dall’avvocato Michele Giametta; Chiariello Antonio del 1992, ritenuto il capo della banda, difeso dagli avvocati Luigi Poziello e Mauro Zollo.
Banda del buco di Giugliano, scarcerati in tre: vanno ai domiciliari
Secondo l’accusa, i tre fanno parte di una vera e propria organizzazione paramilitare capace di mettere a segno rapine chirurgiche, in grado di generare bottini di capogiro: persino superiori ai 300mila euro. Un gruppo criminale specializzato nella cosiddetta “tecnica del buco”, abile come nessuno di muoversi nei sotterranei delle città per spuntare direttamente nei caveau degli istituti di credito. Le attività investigative, condotte dagli uomini della Squadra mobile di Caserta, erano scattate all’indomani della spettacolare rapina del 16 gennaio 2023 ai danni della Banca Popolare di Novara, a Giugliano.
Il quadro emerso delinea una vasta associazione per delinquere, strutturata su una rigida e scientifica ripartizione dei ruoli per i reati contro il patrimonio e in materia di armi. I membri della banda entravano in azione protetti da tute integrali, guanti di gomma, cappucci e mascherine: dopo aver risalito i canali fognari, praticavano un foro di appena 40-50 centimetri nel pavimento per espugnare gli obiettivi. L’organizzazione, stando a quanto emerso dalle indagini, aveva impiantato la propria base logistica in due bar di Giugliano: è qui che venivano pianificati i colpi e gestita la cassa comune, necessaria alla pianificazione degli assalti. Il vertice della holding sarebbe stato rappresentato da Antonio Chiariello e Giuseppe Hachroun e Antimo Di Matteo.







