Clan Mallardo, omicidio di Mario Di Lorenzo: condanne definitive per Napolitano e Olimpio

Trent’anni dopo l’agguato arriva il punto definitivo sul delitto di Mario Di Lorenzo. La Corte di Cassazione, con la decisione del 17 settembre 2026, ha confermato le condanne all’ergastolo nei confronti di Francesco Napolitano e Michele Olimpio, ritenuti responsabili dell’omicidio aggravato dalle modalità mafiose. Dopo il pronunciamento della Suprema Corte, il Centro operativo della Direzione investigativa antimafia di Napoli ha dato esecuzione agli ordini di carcerazione emessi dalla Procura generale partenopea. Alle operazioni hanno collaborato anche i Centri operativi Dia di Milano e Bari.

Clan Mallardo, omicidio di Mario Di Lorenzo: condanne definitive per Napolitano e Olimpio

 

Il delitto risale al 1996. Di Lorenzo venne assassinato mentre si trovava nella propria automobile, all’interno di un insediamento di edilizia popolare di Giugliano. Un omicidio rimasto senza una verità giudiziaria definitiva per oltre vent’anni e ricostruito nell’ambito dell’inchiesta “Babele”, condotta dalla Dia sotto il coordinamento della Direzione distrettuale antimafia di Napoli tra il 2018 e il 2019.

Secondo la ricostruzione recepita dai giudici, a ordinare l’omicidio sarebbe stato Francesco Napolitano, all’epoca reggente pro tempore del clan Mallardo. A Michele Olimpio è stato invece attribuito il ruolo di esecutore materiale insieme a un terzo uomo, successivamente diventato collaboratore di giustizia e morto durante il procedimento di appello.

Alla base dell’agguato ci sarebbero state le condotte di Di Lorenzo all’interno degli equilibri criminali di Giugliano. L’uomo, passato dal contrapposto clan dei “piripicci” ai Mallardo, avrebbe continuato a imporre richieste estorsive ai danni di piccoli imprenditori della zona nonostante lo stop imposto dai vertici del gruppo. Un comportamento che, secondo quanto ricostruito nel processo, avrebbe violato le regole interne del clan e messo in discussione l’autorità dell’organizzazione. Da qui la decisione di eliminarlo.

La svolta investigativa arrivò molti anni dopo. Nel gennaio 2019 venne eseguita un’ordinanza di custodia cautelare in carcere nei confronti di Napolitano e Olimpio, indicati rispettivamente come mandante ed esecutore del delitto. Il 12 marzo 2021 la Corte di Assise di Napoli condannò entrambi all’ergastolo. Il verdetto venne confermato in appello il 6 ottobre 2023, ma nel giugno dell’anno successivo la Cassazione annullò la sentenza disponendo un nuovo giudizio davanti a un’altra sezione della Corte di Assise di Appello.

Nel frattempo, per la decorrenza dei termini di fase, la custodia cautelare in carcere aveva perso efficacia. Nei confronti dei due imputati erano state quindi applicate altre misure: divieto di espatrio, divieto di dimora in Campania e obbligo quotidiano di presentazione alla polizia giudiziaria.

I nuovi accertamenti della Dia e la nuova misura cautelare

 

Il processo di rinvio si concluse il 3 novembre 2025 con una nuova condanna all’ergastolo. I giudici tornarono a valutare il materiale probatorio, comprese le dichiarazioni del collaboratore di giustizia coinvolto nell’omicidio (Filippo Caracallo), considerate attendibili e accompagnate da ulteriori riscontri acquisiti durante il procedimento.

La posizione di Napolitano era intanto tornata all’attenzione degli investigatori. Gli accertamenti della Dia avrebbero fatto emergere disponibilità economiche, rapporti non interrotti con l’ambiente criminale di provenienza e nuove frequentazioni considerate sospette. Circostanze che, per la Procura generale, indicavano un concreto rischio di fuga e il pericolo di una ripresa dei rapporti operativi con il clan Mallardo.

Su richiesta della Procura generale, il 16 luglio 2026 la Corte di Appello dispose quindi nuovamente la custodia cautelare in carcere per Napolitano. Olimpio risultava invece già detenuto nell’ambito di un altro procedimento. L’ultimo passaggio è arrivato davanti alla Cassazione. Il 17 settembre la Suprema Corte ha reso definitive le condanne all’ergastolo. Si chiude così il procedimento per l’omicidio di Mario Di Lorenzo. Per la giustizia, a trent’anni dall’agguato di Giugliano, Francesco Napolitano fu il mandante del delitto e Michele Olimpio uno degli esecutori materiali. Entrambi dovranno scontare l’ergastolo.

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