Da ’o Zuopp a Tibiuccio: trent’anni di camorra, la storia del clan Angelino a Caivano

Il blitz scattato all’alba, con 34 persone raggiunte da misure cautelari, riporta al centro delle cronache il clan Angelino. Ma per capire la sua ascesa bisogna tornare indietro di oltre trent’anni, alle guerre di camorra che hanno segnato Caivano.

Da ’o Zuopp a Tibiuccio: trent’anni di camorra, la storia del clan Angelino a Caivano

 

Negli anni Novanta uno dei grandi affari della camorra caivanese è già il traffico di droga. Il Parco Verde diventa uno dei luoghi strategici dello spaccio. Sul territorio si contrappongono diversi gruppi. Tra i protagonisti ci sono i cosiddetti “caivanesi”, guidati da Salvatore Natale, detto “Tore ’o Zuopp”, e Giuseppe Marino, conosciuto come “Peppe ’o Biondo”. Sul fronte opposto operano gruppi indicati nelle ricostruzioni dell’epoca come i “napoletani”, legati ai Ciccarelli e radicati soprattutto nel Parco Verde.

In palio ci sono il territorio e soprattutto gli enormi guadagni della droga. Uno degli episodi che cambiano gli equilibri arriva nel 1999. Secondo la ricostruzione di InchiostrOnline, cinque killer incappucciati superano il muro dell’abitazione di Salvatore Natale e sorprendono il boss nel giardino. “’O Zuopp” viene assassinato insieme a Sergio Oliviero. La morte di Natale apre una nuova fase. Arresti, omicidi e alleanze ridisegnano continuamente la geografia criminale dell’area.

L’ascesa e l’omicidio di “’o Farano”

 

Alla fine del 2002 emerge Pasquale Castaldo, detto “’o Farano”. Secondo gli atti giudiziari riesce ad assumere il controllo dell’organizzazione, gestendo droga ed estorsioni e disponendo di un vero arsenale. Anche la sua leadership dura poco. Nel 2003 Castaldo si trova in un bar di via Sant’Arcangelo quando entra in azione il commando. I killer sparano con un kalashnikov. “’O Farano” viene ucciso, un uomo che si trova con lui rimane gravemente ferito.

I proiettili raggiungono anche Michele Petraglia, pensionato di 74 anni, estraneo agli ambienti criminali: era davanti al locale in attesa di giocare la schedina. Dopo l’omicidio gli equilibri cambiano ancora. Secondo una ricostruzione del Tribunale di Napoli, nella nuova fase acquistano peso Vincenzo Castaldo e Raffaele Angelino. È uno dei passaggi che porteranno alla progressiva affermazione degli Angelino.

Dal Parco Verde al Bronx

Cambia anche la geografia dello spaccio.. Il Parco Verde rimane per anni il principale simbolo del mercato della droga di Caivano. Ma quando aumenta la pressione delle forze dell’ordine, alcune attività di spaccio si spostano anche nel vicino complesso IACP di via Atellana, conosciuto come il “Bronx”. Il rione diventa una sorta di area alternativa alle tradizionali piazze del Parco Verde, con vedette e punti organizzati per la vendita dello stupefacente. Non si tratta però di un trasferimento definitivo: le successive indagini mostrano un mercato capace di spostarsi tra Parco Verde, Bronx e altre zone di Caivano in risposta ai controlli.

L’ascesa del clan Gallo-Angelino

Negli anni successivi le operazioni contro altri gruppi modificano nuovamente gli equilibri. Le relazioni della Direzione Investigativa Antimafia descrivono il tentativo di scalata del clan Gallo-Angelino, che cerca di ampliare la propria influenza approfittando anche degli arresti subiti dai gruppi rivali.

Figura centrale della fase più recente diventa Antonio Angelino, detto “Tibiuccio”, indicato dagli investigatori come uomo di vertice dell’organizzazione. Nel luglio del 2023 viene catturato dopo un periodo di latitanza. Ma l’arresto non interrompe le attività contestate al gruppo. Nel 2024 una nuova maxi operazione ricostruisce un sistema di decine di piazze di spaccio e un mercato capace, secondo gli investigatori, di generare centinaia di migliaia di euro ogni mese. Accanto alla droga resta il racket, con pressioni ed estorsioni ai danni di commercianti e imprenditori documentate dalle indagini.

Il blitz di oggi

L’ultimo capitolo arriva questa mattina. Trentaquattro persone sono state raggiunte da misure cautelari nell’inchiesta coordinata dalla Direzione distrettuale antimafia di Napoli. Le accuse contestate, a vario titolo, vanno dall’associazione camorristica armata al traffico e allo spaccio di stupefacenti, fino alle estorsioni.

Secondo l’accusa, al centro dell’indagine c’è un’organizzazione facente capo al clan Angelino, attiva tra Caivano e Casoria. Le responsabilità individuali dovranno ora essere accertate nel corso del procedimento giudiziario. È in questo scenario che cresce il clan Gallo-Angelino. Figura centrale della fase più recente è Antonio Angelino, detto “Tibiuccio”, indicato dagli investigatori come capo del gruppo e catturato nel 2023 dopo la latitanza. Ma l’arresto del boss non avrebbe fermato l’organizzazione. Le successive inchieste hanno continuato a colpire uomini ritenuti appartenenti o vicini al clan, ricostruendo un sistema fondato su piazze di spaccio, traffico di droga ed estorsioni.

Fino all’operazione di oggi: 34 persone raggiunte da misure cautelari. Per la DDA, un nuovo colpo alla struttura criminale che negli ultimi anni ha cercato di mantenere la propria influenza tra Caivano e Casoria. Figura centrale della fase più recente è Antonio Angelino, detto “Tibiuccio”, indicato dagli investigatori come vertice del clan e arrestato nel 2023 dopo la latitanza.

Ma accanto alla droga c’è il racket: commercianti, imprenditori e cantieri sottoposti alle richieste degli esattori. Poi la risposta dello Stato: arresti, sequestri e maxi operazioni colpiscono ripetutamente l’organizzazione. Fino al blitz di oggi: 34 misure cautelari e un nuovo capitolo nella lunga storia della camorra di Caivano

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