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È morto Varenne, Napoli lo adottò come simbolo di riscatto

Il mondo dello sport piange Varenne. Il trottatore più forte di tutti i tempi si è spento all’età di 31 anni per un infarto fulminante. Soprannominato “Il Capitano”, Varenne non è stato soltanto un fuoriclasse capace di dominare le piste di tutto il mondo, ma un vero e proprio mito popolare con un profondo legame con la Campania e con Napoli. Acquistato nel 1998 dal venditore di cambio napoletano Enzo Giordano, il cavallo entrò subito nell’anima della città partenopea. Napoli lo adottò come un simbolo di riscatto e orgoglio, proiettando su di lui la stessa venerazione riservata alle grandi icone sportive della sua storia.

Il tempio di questo idillio fu l’Ippodromo di Agnano: le sue vittorie nel Gran Premio Lotteria trasformarono le tribune in una curva da stadio, gremita da migliaia di tifosi pronti a spingerlo con un calore unico al mondo. Negli ultimi anni della sua vita, il “Capitano” era tornato proprio in terra campana, trascorrendo la vecchiaia nell’allevamento di Eboli. La sua scomparsa ha raccolto affetto e commozione e il ricordo delle sue cavalcate e l’abbraccio di Napoli rimarranno per sempre scolpiti nella storia. Questa la sua breve sfilata di qualche tempo fa sul lungomare Caracciolo

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