Identità Scipia, associazione nata con l’obiettivo di sviluppare, valorizzare e rafforzare l’identità culturale e storica giuglianese, ha inviato una formale richiesta di rettifica alle redazioni de Il Mattino e de Il Messaggero in merito ai contenuti pubblicati sul tradizionale “Volo dell’Angelo”.
Nel mirino dell’associazione, in particolare, un articolo pubblicato da Il Mattino e un reel social diffuso da Il Messaggero, nei quali la manifestazione è stata raccontata con toni definiti “allarmistici e fuorvianti”, parlando rispettivamente di una “bambina appesa a un filo” e di “shock a Giugliano”.
“Giù le mani dal Volo dell’Angelo”: Identità Scipia diffida Mattino e Messaggero
Secondo Identità Scipia, tali rappresentazioni avrebbero contribuito a generare una narrazione distorta di una tradizione storica profondamente radicata nel territorio giuglianese e riconosciuta come patrimonio immateriale della Regione Campania.
L’associazione sottolinea come il “Volo dell’Angelo” venga svolto nel rispetto di rigidi protocolli di sicurezza, con controlli tecnici severissimi, personale qualificato e dispositivi certificati. Inoltre, viene ricordato che manifestazioni analoghe si tengono da anni in numerose realtà italiane senza suscitare campagne mediatiche dai toni sensazionalistici. Nel documento inviato alle due testate viene anche evidenziato come “l’unico reale danno arrecato alle bambine coinvolte derivi dal clima d’odio e dai commenti violenti generati sui social da una comunicazione superficiale e spettacolarizzata”.
Attraverso una nota ufficiale, Identità Scipia ha inoltre rivolto un appello alle istituzioni locali e regionali affinché prendano posizione a tutela della manifestazione: “Chiediamo al Comune di Giugliano in Campania e alla Regione Campania di partecipare e sostenere ogni eventuale iniziativa legale necessaria alla tutela del Volo dell’Angelo, riconosciuto patrimonio immateriale della nostra Regione. Difendere questa tradizione significa difendere la storia, l’identità e la cultura del nostro territorio da narrazioni approssimative e dannose che rischiano di colpire non solo gli organizzatori ma un’intera comunità”.
L’associazione conclude ribadendo la necessità di un’informazione “responsabile, corretta e rispettosa delle tradizioni popolari”, annunciando che si riserva ulteriori azioni a tutela dell’immagine della manifestazione e delle famiglie coinvolte.





