Un potente fucile da cecchino capace di colpire un obiettivo fino a un chilometro e mezzo di distanza e l’idea di immortalarsi con l’arma per pubblicare la foto su TikTok. Emergono dettagli inquietanti dall’ordinanza che ha portato all’esecuzione di 26 misure cautelari nei confronti di presunti affiliati al clan Moccia di Afragola. Secondo gli investigatori, il gruppo dei cosiddetti “Panzarottari”, ritenuto articolazione del clan camorristico, sarebbe riuscito a entrare in possesso di un fucile di precisione BCM Europearms modello 308 Match, acquistato insieme a una pistola per una cifra complessiva di circa 5mila euro.
Il clan e il controllo dal carcere
Al vertice del gruppo, secondo quanto emerso dalle indagini dei carabinieri, ci sarebbe Raffaele Nobile che, nonostante la detenzione, sarebbe riuscito a impartire ordini all’esterno tramite la compagna, Francesca Cerbone. Tra gli arrestati figura anche Antonio Nobile, soprannominato “Topolone”, nipote del boss, protagonista di alcune intercettazioni finite agli atti dell’inchiesta.
“Sparo a tutti i neri di Afragola”
In una conversazione intercettata il 10 novembre 2023, Antonio Nobile avrebbe parlato di una pistola appena acquistata, dichiarando di volerla provare “sparando a tutti i neri di Afragola”. Circa mezz’ora dopo, lo stesso gruppo avrebbe discusso del nuovo fucile di precisione. Nelle intercettazioni, Antonio Nobile “Topolone”, il cugino omonimo detto “Spiedino” – figlio di Raffaele Nobile – e Domenico Di Micco avrebbero chiesto indicazioni a Mauro Marrone e Antonio Capasso sul funzionamento dell’arma.

Il fucile da cecchino e le istruzioni per usarlo
Gli indagati avrebbero discusso della gittata del fucile, stimata in circa un chilometro e mezzo, e delle modalità di caricamento, confrontandosi sulla possibilità che fosse semiautomatico oppure da ricaricare manualmente dopo ogni sparo. Quando “Topolone” avrebbe proposto di testare l’arma in una zona di campagna, uno degli interlocutori lo avrebbe invitato a evitare, spiegando che sparare per prova avrebbe significato sprecare munizioni. Nonostante ciò, Antonio Nobile “Spiedino” avrebbe insistito sulla necessità di verificare il funzionamento del fucile.
“Lo devo mettere su TikTok”
Tra gli episodi più inquietanti ricostruiti dagli investigatori c’è anche quello relativo ai social network. Entusiasta dell’acquisto dell’arma, Antonio Nobile “Spiedino” avrebbe chiesto al cugino di fotografarlo con il fucile in mano. “Antonio, fammi una foto con questo coso in mano”, avrebbe detto ridendo, aggiungendo: “Lo devo mettere su TikTok”. Le intercettazioni sono finite nell’inchiesta che ha portato all’operazione dei carabinieri contro il gruppo criminale legato al clan Moccia, storica organizzazione camorristica radicata nell’area nord della provincia di Napoli.





