L’allarme sulle sostanze potenzialmente cancerogene rilevate nelle falde acquifere campane riporta al centro una delle questioni più delicate per il futuro del territorio: il rapporto tra salute, ambiente, sicurezza alimentare e sviluppo economico. Dai territori della Terra dei Fuochi fino all’area nord di Napoli, passando per il Casertano, l’Irpinia e l’Agro nocerino-sarnese, il tema torna con forza nel dibattito pubblico. Per Gianfranco Librandi, vicesegretario regionale di Forza Italia in Campania, il punto è chiaro: servono verità, controlli rigorosi e una strategia permanente di prevenzione, senza allarmismi ma senza alcuna sottovalutazione.
Onorevole Librandi, lo studio della Federico II e le verifiche disposte dalla Regione riportano al centro il tema dell’inquinamento delle falde. Quanto è grave questo scenario?
«È uno scenario che va affrontato con grande serietà, perché qui non parliamo di una questione tecnica ma di salute pubblica. Quando emergono sostanze come tricloroetilene e tetracloroetilene, con potenziali effetti cancerogeni, il primo dovere delle istituzioni è proteggere i cittadini. La salute viene prima di tutto. Serve chiarezza, rigore scientifico e rapidità nelle verifiche».
Giugliano è tra i territori interessati. È un’area che da anni convive con emergenze ambientali.
«Ed è proprio questo il punto più delicato. Giugliano è uno dei simboli di una terra che per troppo tempo ha pagato il prezzo di scelte sbagliate, illegalità e ritardi nelle bonifiche. Come gran parte dell’area nord di Napoli, ha già sopportato un peso ambientale e sociale enorme. Non possiamo permettere che il dubbio continui a gravare sulla vita delle famiglie. I cittadini hanno diritto alla verità, hanno diritto a sapere che cosa c’è nell’acqua, nel suolo e nell’ambiente in cui vivono».
La Regione ha disposto controlli urgenti. È sufficiente?
«È un atto doveroso, ma non può bastare. Il controllo non può essere straordinario, deve diventare ordinario. Serve un sistema permanente di monitoraggio delle falde, con dati trasparenti, pubblici e costantemente aggiornati. La politica deve imparare a prevenire, non a rincorrere le emergenze».
C’è anche un tema di responsabilità?
«Quando emergono dati di questa portata, è inevitabile chiedersi se i sistemi di controllo abbiano funzionato fino in fondo. Non è il momento delle polemiche, ma è certamente il momento della verità. La trasparenza è il primo atto di rispetto verso i cittadini. E la fiducia si ricostruisce solo con fatti concreti».
La Terra dei Fuochi torna ancora una volta al centro. Il governo Meloni ha fatto abbastanza?
«Il governo Meloni ha avuto il merito di riportare il tema al centro dell’agenda nazionale con strumenti normativi più forti, un rafforzamento del contrasto ai reati ambientali e una maggiore spinta sulle bonifiche. È un cambio di passo importante. Ma sulla Terra dei Fuochi non bastano le norme: servono risultati concreti, bonifiche reali, controlli continui e tempi certi. È su questo che si misura la credibilità delle istituzioni».
C’è poi il tema della filiera agroalimentare.
«Ed è un tema enorme. La Campania ha un patrimonio agroalimentare straordinario che rappresenta lavoro, economia e identità. Difendere la salute significa anche difendere la reputazione delle nostre produzioni. Per questo servono verifiche rigorose sugli usi irrigui e sulla filiera. Dobbiamo evitare sia i rischi reali sia il danno economico che nasce dall’incertezza».
Lei viene dal mondo dell’impresa. Ambiente e sviluppo possono convivere?
«Non solo possono convivere, devono convivere. Non esiste crescita economica senza sicurezza ambientale. Le imprese sane hanno bisogno di territori sicuri, bonificati e affidabili. Ambiente e lavoro non sono in contrapposizione: sono parte dello stesso equilibrio. Questa è la visione moderna dello sviluppo che dobbiamo difendere».
Che cosa propone oggi Forza Italia?
«Forza Italia chiede un rafforzamento immediato dei controlli ambientali e sanitari nelle aree interessate, con una mappatura pubblica e aggiornata delle falde, dei pozzi e dei siti sensibili, oltre a verifiche puntuali sulla filiera agroalimentare. Su questi temi servono tempi rapidi, dati trasparenti e un monitoraggio costante. La salute dei cittadini non può essere affidata all’incertezza».
Che messaggio vuole dare ai cittadini di Giugliano?
«Che non devono sentirsi soli. Le istituzioni hanno il dovere di esserci, di ascoltare, verificare e intervenire. Su salute, ambiente e futuro dei territori la politica ha il dovere di dare risposte, non rassicurazioni generiche».







