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Sant’Antimo, omicidio di nuora e genero: definitivo l’ergastolo per Raffaele Caiazzo

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Diventa definitivo ergastolo con trenta mesi di isolamento diurno per Raffaele Caiazzo, 46 anni, responsabile dell’uccisione a colpi d’arma da fuoco di Maria Brigida Pesacane, 23 anni, e Luigi Cammisa, 29 anni, rispettivamente nuora e genero. La decisione è arrivata ieri, quando la Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso presentato dalla difesa contro la sentenza emessa dalla seconda sezione della Corte di Assise di Napoli.

Sant’Antimo, omicidio di nuora e genero: definitivo l’ergastolo per Raffaele Caiazzo

 

Il duplice omicidio risale all’8 giugno 2023. All’alba, intorno alle 6, Caiazzo aveva raggiunto piazzetta Sant’Antonio a Sant’Antimo, dove aveva sparato a Luigi Cammisa, appena uscito di casa per recarsi al lavoro. L’uomo era sposato con la figlia dell’assassino e padre di due bambini, che all’epoca avevano 7 e 2 anni. Subito dopo, l’uomo si era diretto in via Caruso, nell’abitazione del figlio, dove vivevano Maria Brigida Pesacane e i loro figli di 2 e 4 anni. Qui aveva ucciso la giovane mentre si trovava in bagno, ancora una volta utilizzando una pistola detenuta illegalmente. Qualche ora più tardi, verso le 12.30, si era consegnato ai carabinieri.

Durante l’interrogatorio, Caiazzo aveva dichiarato di aver agito perché gli veniva impedito di vedere i nipoti. Le indagini hanno però fatto emergere un altro possibile movente: l’uomo si era invaghito della 23enne e sospettava una relazione tra lei e il genero, ipotesi che non ha mai trovato conferme. A comunicare l’esito definitivo del procedimento sono stati gli avvocati Manuela Palombi e Marco Mugione, legali della famiglia Pesacane. “Questa decisione – hanno sottolineato – sancisce in modo definitivo il riconoscimento della giustizia per i familiari delle vittime”.

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