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Sanremo, il riscatto di Sal Da Vinci: il primo posto dopo rifiuti e sacrifici

Lacrime, applausi, un coro che parte ancora prima della musica. È la notte della consacrazione per Sal Da Vinci, che trionfa al Festival di Sanremo con “Per sempre sì”, brano diventato virale in poche ore. Tutti pazzi per lui, soprattutto la sala stampa che lo incorona sin dal primo ascolto. E a ogni esibizione è standing ovation.

Sanremo, il riscatto di Sal Da Vinci: il primo posto dopo rifiuti e sacrifici

 

Una vittoria che profuma di riscatto. Perché dietro quel trofeo ci sono quarant’anni di carriera, sacrifici, palchi, gavetta. E anche porte chiuse. Dopo il terzo posto del 2009 con “Non riesco a farti innamorare di me”, scritto da Vincenzo D’Agostino con Gigi D’Alessio, negli anni non sono mancati i rifiuti e l’amarezza per un ritorno all’Ariston mai concretizzato.

Poi la svolta. Il successo travolgente che parte dai social con “Rossetto e caffè”, firmato ancora una volta da Vincenzo D’Agostino. Un fenomeno nato fuori dai grandi circuiti discografici, cresciuto online, diventato coro collettivo. Ed è proprio così che viene accolto al Festival: il pubblico canta ancora prima che inizi l’orchestra.

Sal Da Vinci rompe gli schemi in un’edizione dominata negli ultimi anni dai giovani. Vince l’esperienza, vince l’interpretazione intensa, vince una storia artistica iniziata da bambino, al fianco del padre, tra teatro, musica e cinema – perfino nel film di Carlo Verdone “Troppo Forte” (1986). Oggi quella lunga strada trova il suo sigillo più prestigioso con la vittoria al Festival. Napoli esulta, vince con lui. E Sal, dopo una vita di musica, si prende il suo per sempre.

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