Dopo il sequestro disposto dalla Guardia di Finanza nei confronti del Napolitano Store, arriva la risposta dell’imprenditore Angelo Napolitano, che ha affidato ai social il suo commento sul provvedimento.
In un video pubblicato su TikTok, Napolitano ha parlato della chiusura temporanea e ha annunciato la volontà di proseguire l’attività in altre sedi: “Avete saputo la notizia. Va bene, supereremo anche questa. Abbiamo avuto una chiusura di 15 giorni ma restiamo a completa disposizione per acquisti o altro a Cardito di Napoli, o al Cis di Nola, oppure sempre a Casalnuovo, in un’altra sede che domani sarà operativa. Dobbiamo aspettare 15 giorni. Supereremo anche questa”.
Il sequestro: sigilli all’intera attività aziendale
Il video arriva a poche ore dal provvedimento eseguito dai militari del Nucleo di Polizia Economico-Finanziaria della Guardia di Finanza di Napoli, nell’ambito di indagini coordinate dalla Procura di Nola. Il GIP del Tribunale di Nola ha disposto un sequestro preventivo che riguarda l’intero compendio aziendale della società con sede a Casalnuovo di Napoli, attiva nel commercio di elettrodomestici e telefoni cellulari.
Secondo quanto emerso dagli accertamenti, l’azienda avrebbe portato avanti un presunto schema di frode nella vendita di cellulari e televisori, anche attraverso la promozione dei prodotti sui social – in particolare su TikTok – con prezzi molto competitivi.
Le ipotesi: vendite “in nero” e IVA aggirata
Tra gli elementi contestati, gli investigatori ipotizzano che parte delle vendite al dettaglio ai privati sia stata dissimulata attraverso l’emissione di fatture ritenute false e operazioni senza applicazione dell’IVA, facendo apparire le transazioni come vendite all’ingrosso. Dalle indagini sarebbe emerso inoltre che, in alcuni casi, il prezzo particolarmente basso dei dispositivi sarebbe stato praticato solo con pagamento in contanti, con la consegna al cliente di una ricevuta priva di valore fiscale, ma completa di informazioni utili a tracciare il prodotto, come il codice IMEI.
Il provvedimento odierno si inserisce nel solco di un’attività investigativa già avviata nei mesi scorsi: lo scorso 17 settembre, infatti, era stato eseguito un sequestro preventivo finalizzato alla confisca per oltre 5,7 milioni di euro, misura confermata dal Tribunale del Riesame. Tra i beni sottoposti a vincolo era stato individuato anche uno yacht di 16,5 metri, formalmente intestato a terzi ma ritenuto nella disponibilità dell’indagato.
Napolitano Store sequestrato: vendite “in nero” e fatture false







