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E’ una situazione in bilico quella che sta vivendo la Campania in queste ore. Nonostante le restrizioni imposte dalla zona rossa, i contagi sono di nuovo in salita. La curva epidemica ha ripreso a salire e oggi, sabato 3 aprile, per la prima volta dopo giorni, il numero dei nuovi casi scavalca quello dei guariti.

Campania, riaprono le scuole ma i contagi sono fuori controllo

A destare preoccupazioni ora è la riapertura imminente delle scuole. Il prossimo 7 aprile, dopo le vacanze di Pasqua, torneranno in classe migliaia di studenti delle elementari e delle prime medie. Una decisione imposta dal Governo centrale, che vuole garantire il diritto all’istruzione in presenza anche in zona rossa, togliendo ai governatori la possibilità di disporre la chiusura degli istituti scolastici.

Questa mattina davanti a Palazzo Santa Lucia sono state decine i genitori che hanno protestato per scongiurare il rientro in classe il prossimo mercoledì.  I comitati “pro Dad” chiedono didattica a distanza fino a che non si arriverà a contagi zero o almeno la possibilità di poter scegliere tra scuola in presenza e scuola a distanza. “È impossibile considerare sicuro un luogo chiuso al cui interno ci sono 25 alunni – dice una mamma che è anche insegnante – per quanto ci siano i protocolli è realisticamente impossibile il rispetto di tutti le misure”.

I Sì Dad puntano il dito contro lo Stato che – affermano – “in questi mesi non ha provveduto a installare impianti di ventilazione nelle classi come invece è stato fatto in Germania né è intervenuto per eliminare il problema delle classi pollaio”. Da qui la convinzione che “l’unico mezzo che abbiamo per tutelare i nostri figli e garantire loro il diritto all’istruzione e il diritto alla salute è la dad”. E a chi fa notare che non tutte le famiglie possono permettersi le tecnologie per fare la didattica a distanza i Sì Dad replicano che “lo Stato ha fornito tablet e finanziamenti per allacciare le reti internet”.

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