napoletani scomparsi messico condanne poliziotti

Svolta giudiziaria nel processo celebrato in Messico contro i poliziotti accusati di essere i responsbili della sparizione di tre napoletani. Dopo dieci giorni, il tribunale di Jalisco ha condannato gli agenti di polizia Salomon Adrian Ramos Silva ed Emilio Martines Garcia per la sparizione di Antonio Russo e Vincenzo Cimmino, due dei venditori ambulanti napoletani scomparsi in Messico il 31 gennaio 2018 (il terzo era Raffaele Russo).

Messico, condannati a 40 anni i due agenti responsabili della sparizione di tre napoletani

L’ultimo imputato, la poliziotta Linda Guadalupe Arroyo è attualmente latitante. Avrebbe infatti approfittato di una pausa tra un’udienza e l’altra per darsi alla fuga. Le forze dell’ordine sono sulle sue tracce per assicurarsa alla giustizia. Quanto alle pene per i due agenti condannati, si dovranno attendere al massimo 5 giorni perché saranno rese note nel corso di una prossima udienza.

Secondo quanto ricostruito dalla Procura, l’agente Linda Guadalupe Arroyo era al al centralino quando Antonio Russo e Vincenzo Cimmino vennero affiancati da alcuni poliziotti in moto. L’episodio si consumò nei pressi di una stazione di benzina mentre i due italiani cercavano il loro congiunto, Raffaele Russo, scomparso da poche ore. In base alla versione della pubblica accusa, quattro poliziotti, d’accordo tra di loro, avrebbero consegnato i due giovani in strada per consegnarli, dietro compenso, al cartello criminale Ca’rtel Jalisco Nueva Generacion (CJNG).

“Giustizia è fatta”, esaulta l’avvocato Claudio Falleti, che rappresenta le famiglia dei tre napoletani scomparsai. “Le pene saranno rese note nel corso di un’udienza fissata il 9 aprile. Ma come prevede la legge sulle sparizioni forzate potrebbero oscillare tra i 40 e i 60 anni di carcere”. Nel dibattimento finale i giudici e gli avvocati hanno ascoltato alcune intercettazioni inedite che hanno messo in relazione la scomparsa di Antonio Russo e Vincenzo Cimmino con quella di Raffaele Russo, sparito ore prima del figlio e del nipote. Per i parenti, Raffaele, Antonio e Vincenzo potrebbero essere ancora vivi.

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