Un amore che non è amore, una casa che diventa una prigione. Sono le storie di due donne che dopo anni di maltrattamenti domestici trovano il coraggio di denunciare e grazie al sostegno dello sportello anti violenza Frida Kahlo di Marano ritornano a vivere. 

Questa è la storia di quella che per convenzione chiameremo Roberta (nome di fantasia). 

Tante le denunce, ma c’era bisogno di prove per incastrare il marito. Così, Roberta, trova il coraggio di registrare una delle tante violenze. 

Per Tania, sempre nome di fantasia, è stata la figlia a darle la motivazione per uscire dall’incubo.

Decide e decine di donne trovano conforto e aiuto professionale allo sportello anti violenza Frida Kahlo e l’appello è sempre uno: denunciare anche quando sembra impossibile. 

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